IMPARARE DAGLI ANNI 80 !
feb 28th, 2004 | Di admin | Categoria: I nostri ricordidi Giorgio Fossati
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Chi si ricorda cosa ha fatto la mezzanotte del 31 dicembre 1989? Quale fu l’ultima canzone girata sul piatto di un giradischi o sui primi cd incorporati, nell’ultimo istante degli anni più belli della storia moderna? Non so voi ma io mi ricordo esattamente una marea di gente in lacrime, mentre a squarciagola cantavamo “notti magiche” e “cosa resterà degli anni’80 ” in una pista di stagnola, unita con lo scotch alle pareti di una sala, in cui lo strobo nessuno sapeva cos’era, ma in compenso le luci intermittenti arancio-verdi, riflettevano su una palla che girava al soffitto, la nostra danza animalesca dal passo quasi sempre uguale…
Ricordo che davvero avevamo la tristezza di chi sente che qualcosa cambiava, che la vita ci avrebbe rapiti, in strade diverse da quelle che ci univano allora…
Se il paninaro che viveva in paninoteca e guardava Miami Vice, era forse un pò burino e bizzarro, come rinnegarlo per la durezza e la freddezza che avrebbe preso il posto del sorriso nei giovani anni’ 90, quasi tutti ecstasy e techno?
Oggi il mondo, che volta lo sguardo indietro, sembra rinnegare gli anni’ 80 e rifarsi come modello certo ai ‘ 70; anche perchè oggi la generazione che comanda “l’ideologia comune” è quella, (ed è il male del politicy-correct, del buonismo come regola che ci rovina) e a noi… poveri “ottantini” (senza compromessi) toccherà il decennio prossimo, quando si capirà che parlare di Berlusconi non è da peccatori, quando si finirà di credere a chi semina panico per invidia e ci si rimboccherà le maniche per guadagnare, invece che perder tempo nell’odio e nel pensar male di chi è più fortunato perchè quella fortuna l’ha saputa costruire senza la cecità da odio e il perder tempo dei comizi sindacali e non, a cui la gente andava quando invece sarebbe servito impegno sul lavoro e serenità di scelta, più che scioperi e contestazione ideologica. Quando infine si capirà che la “nostalgia ‘ 68ina” non ha proprio senso oggi e bisogna invece rinnovarsi sempre, pensando positivo, evitando di fare degli anni futuri un continuo remake del passato (gli anni ‘80 che piaccia o no non hanno legami con niente e sono figli della stanchezza di argomenti troppo politicizzati al pessimismo, sono figli della noia mortale dei comizi e dell’ inutilità di molte stragi di sinistra e di destra avvenute in quegli anni. Anni quelli settanta, che erano sì di contestazione magari giusta, ma esprimevano troppi noiosi ideali politici che hanno fatto perdere tanto tempo e soldi a chi li ha seguiti cieco e fedele pensando di poter cambiare il mondo con le parole invece che col lavoro).
Non si possono dar colpe a chi ha sfruttato quel tempo lavorando invece che credere alle utopie destrine o sinistroidi degli anni 70. La colpa sta invece tutta nell’ignoranza di chi non ha capito che erano parole al vento e che il mondo si cambia con i fatti veri, con il lavoro, l’ottimismo ed il consumismo (purtroppo…) e non con i bla bla (credetemi chi comandava i comizi lo sapeva e non è vero che non aveva interessi a questa ipnosi di massa e pecorona del popolo catechizzandolo con parole ghiotte sui diritti e non i doveri che esso aveva nella società e che invece nascondevano solo l’eco di un voto per mantenersi il proprio posto in parlamento o preparaselo: sindacalisti e giudici, politici rivoluzionari e non. Peccato che anche quello è conflitto di interessi, però lo fate passare per amore per la politica, ma suvvia nessuno fa niente per niente…nemmeno loro). Siamo sicuri che fossero giuste le lotte idealistiche figlie anziane di un sessantotto, che ammuffito regalava quasi solo slogan retorici ai giovani dai pantaloni a zampa, che altrimenti avrebbero potuto avere un futuro diverso?
SIAMO SICURI CHE GLI ANNI OTTANTA NON SIANO DENIGRATI PERCHE’ NON RIFLETTONO POLITICA MA SOLO OTTIMISMO E BENESSERE, ANCHE SE FRIVOLO? IO CREDO CHE LA QUESTIONE SIA TUTTA QUI…E SI POTREBBE CHIUDERE QUI CON W GLI ANNI 80!
MA FORSE C’E’ QUALCOSA D’ALTRO…DA SPIEGARE SUI MITICI 80 !!!!
Se gli anni ‘80 hanno delle colpe… si dice siano colpe… “troppo consumistiche” ed è perchè dal nero noioso e ripetitivo dei settanta, la gente è voluta passare al colore, alla gioia ( ribadisco che forse era anche troppa ) degli ottanta.
Io penso e lo scriverò alla noia che negli anni ‘70 hanno avuto troppo spazio l’impegno politico ed il dovere sindacale, la tessera di partito, ecc…ecc… e questo ha fatto esplodere l’inverso: il disinteresse politico e sindacale, appunto degli anni ‘80… lasciando quindi tutti che si arricchissero di tangenti ecc, perchè oramai l’interesse per quelle cose come a dire pesanti e vecchie sapeva di tristezza e muffa, di impasse e noia… la gente ingenuamente divertendosi col primo benessere finalmente acquisito aveva perso il senso della realtà, e la politica sporca prolificava incontrollata sopra queste cose.
In questi tempi dove lo scontro politico è a livelli idealistici altissimi (e senza alcun motivo: comunismo e nazismo sono oramai quasi un ricordo e stanno per crollare anche gli ultimi baluardi residui di ambo i lati) ci si schiera più per sentito dire, e per rivendicare diritti quando invece si hanno colpe. Tutti noi ne abbiamo e più dei politici forse…
Quali? io ne vedo alcune: il non esserci adeguati al passo del mondo, perdendo tempo con euforismi esagerati e non sfruttando a pieno l’immagine positiva di quegli anni (ok esplose il made in italy ma non in tutti i settori) per poi sputtanarci al mondo con sommarie giustizie ai politici (vedi mani pulite, dove oggi è ben risaputo che non tutti “i ladri” sono stati toccati ma solo quelli di una sola parte), il non investire sul futuro (colpa di chi si accontenta e gode, ma non lascia nulla a chi rimane: questo menefreghismo è figlio di una cristianizzazione e di una religiosità che va decadendo, per il troppo benessere: addio valori, addio progresso !), il guardare sempre al passato (che come diceva Napoleone III è giusto se si fa autocritica, ma dannoso se la nostalgia detta legge: “Ogni popolo che dimentica la sua Storia è come un albero senza radici”) ed infine ma non ultima la colpa maggiore: l’interesse alla politica, che se fosse stato vissuto nel modo giusto, non l’ esagerato schierarsi del decennio prima, ma nemmeno col disinteresse che ne seguì in quel periodo avrebbe sicuramente prodotto un passaggio meno traumatico e più equilibrato sulla mentalità del cittadino (che prima si sentiva ricco poi divenne povero e disilluso…). Ecco le colpe degli anni 80! Colpe che sono anche e soprattutto nostre ma anche appunto figlie del decennio precedente: i famosi anni 70 che oggi ci vogliono far credere immacolati.
In questo primo decennio del terzo millennio ci si schiera infatti per ideologie di branco (non sempre razionali e quasi sempre nostalgiche di diritti persi ma anche se zittite solo per colpe nostre), e si arriva… ad aver paura di tutto: dell’ Euro, del futuro, e di mia nonna, come se il mondo finisse domani! Con una crisetta come questa che farebbe ridere quella del ‘29 o il primo periodo della Seconda Guerra Mondiale… Ragazzi dai smettiamola, è durato 5 miliardi di anni… non finirà ora !!!
Con le possibilità di sviluppo in atto che ci sono oggi la crisi è complicata quanto facile da risolvere: rimboccarsi le maniche e sporcarsi di coraggio nutrendosi di ottimismo… frignare non serve a nulla, non è mai servito a nulla…
Questo ottimismo (che magari è pure retorico) è invece l’unico modo per uscire da qualsiasi crisi. E gli anni ‘80 rivisti oggi, anche se qualcuno li vuol tenere nel cassetto come esempio malsano di consumismo, sono invece l’esempio da seguire, con più maturità sicuramente, con meno euforia incontrollata, ma con la consapevolezza che dal… “letame” (come li definirebbe la sinistra oggi) nascono i fiori e dai diamanti luccicanti dei comizi… tipo anni 70, dalle divisioni politiche estremizzate dalla luccicante luce dell’ utopia, non nasce nulla: altro che… “resistere, resistere, resistere” di Scalfaro, “lavorare, lavorare, lavorare” e lavorare con la testa dico io!
Invece di brontolare, perchè il mondo cambia, si globalizza (e tutti sappiamo che non si può fermare il progresso), saltiamo sul benedetto treno che i settantini hanno perso e non perdiamolo come loro negli anni ‘70, ritovandoci poi tra vent’ anni (e ne avremo 50 di anni!) a lamentarci per l’ennesima fregatura, magari in qualche ridicola manifestazione di nostalgici sconfitti, col megafono dietro uno striscione che nasconde la nostra colpa: non aver capito i tempi. Sapete si vive una volta sola.
Ed il mondo di oggi esige Impegno, Passione, Dedizione, e Voglia di Imparare senza mai sentirsi arrivati, come e più di ieri: così risolleveremo la nostra Italia, e ne saremo orgogliosi. Perchè quell’ orgoglio sarà futuro per i nostri figli. Sarà un bel modo di imparare dai mitici anni ‘80 e penso che quella gioia e quel benessere stavolta torneranno e non se ne andranno perchè avremo imparato la lezione e sapremo trasmettere questo ai futuri abitanti. Non ci siamo noi per oggi e basta…c’è un domani e abbiamo delle responsabilità verso Esso. Prendiamocele. e….W GLI ANNI 80! ma soprattutto w il futuro.

IL TUO E’ IL PENSIERO PIU’ MATURO CHE IO ABBIA MAI AVUTO MODO DI CONOSCERE !
TI CAPISCO PERCHE’ DAGLI ANNI ‘80 E’ PROPRIO QUESTO CIO’ CHE DESIDERO RITIRARE FUORI NELLA MIA VITA DI ADESSO (E DEL FUTURO NATURALMENTE): UNO SPIRITO DI OTTIMISMO E SPENSIERATEZZA SANI E CON I PIEDI PER TERRA, LONTANO DALLE VECCHIE IDEOLOGIE DI PARTITO E MOLTO PIù VICINO AD IMPEGNO DI MIGLIORAMENTO E CRESCITA PER SE’ STESSI E PER GLI ALTRI.
DICO SOLTANTO UNA COSA PERò.. AD ACCOMPAGNARE TUTTO CIò SERVIREBBE SEMPRE UNA COLONNA SONORA UNICA.. LA MUSICA.. E QUELLA DEGLI ANNI ‘80 E’ E RESTERA’ SEMPRE QUELLA : LA PIù PASSIONALE E LA PIù CREATIVA.. MUSICA INDESCRIVIBILE A PAROLE.. IL PIANETA TERRA IN QUEL MOMENTO SI COLLOCAVA NELL’UNIVERSO RICEVENDO, CHISSA’ DA DOVE, UN INFLUSSO DI ENERGIA CREATIVA SENSAZIONALE, DIREBBE QUALCUNO.. E’ INCREDIBILE ! E’ UN CONCETTO DIFFICILE DA SPIEGARE A PAROLE MA SECONDO ME ASSOLUTAMENTE VERO ! ADESSO MANCA QUESTA CREATIVITA’, QUESTA MUSICA.. E NON SO SE IN UN FUTURO DI SPERANZA E RICOSTRUZIONE COME QUELLO CHE INTENDI ANCHE TU, POTRANNO ANCORA RITORNARE LE NOTE DI STRAVAGANZA, AMORE, SPENSIERATEZZA E GIOIA COME QUELLE CHE CI REGALAVANO GLI SPANDAU BALLET, I SIMPLE MINDS, GLI U2, BRYAN ADAMS, GLI ALPHAVILLE, DAVID SYLVIAN E I JAPAN, FREDDY E I QUEEN, I DURAN, MORODER, GLI EUROPE E TUTTI I GRANDI DI QUEL DECENNIO INDIMENTICABILE !
CREDO PER OGNUNO DI COSTORO C’E’ SEMPRE STATA UNA CANZONE SIMBOLO CHE SINTETIZZA AL MASSIMO QUESTO CONCETTO DI CREATIVITA’ E PASSIONALITA’ IRRIPETIBILI !
UN SALUTO…