Anni 80 da salvare? No

ott 24th, 2006 | Di admin | Categoria: I nostri ricordi

di Vance Havner
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Personalmente, essendo nato nel 1975, ho vissuto gli anni 80 da angolazioni anagrafiche diverse: li ho cominciati che ero mezzano (1980) e li ho conclusi che ero in prima superiore (1989), pertanto posso affermare di aver assorbito in toto quest’epoca.
Il mio ricordo è di un’epoca lussureggiante e gioiosa che però nascondeva sotto lo zerbino la morte e i problemi della vita quotidiana di sempre, come non dimenticare le prime stragi del sabato sera e le morti quotidiane di overdose; l’allarme droga, come fenomeno di massa, inizia prorprio da lì. Essendo piccolo tutto ciò mi scalfiva di striscio, eravamo tutti presi, per questo anche molti adulti, dall’elettroshock mediatico e modaiolo trash di quel periodo.
Infatti, l’Italia viveva un’epoca “incantata” semplicemente per un motivo ben preciso: il secondo boom economico del dopoguerra con tutto il suo conseguente diffuso benessere economico, padre di tutti i narcisismi. Non a caso gli anni ‘60 (epoca del primo boom), proprio negli anni’80, furono oggetto di un revival identico a quello ottantito che molti stanno promuovendo, 80.NET a parte, con la supervisione e promozione di un business composito, animato soprattutto da case discografiche e di moda. Gli anni ‘80 erano semplicemente il reflusso di una generazione, il cui simbolo planetario principe sono state le reaganomics e lo stesso presidente Reagan. Non è ancora un caso che al Sessantotto, anche in altri paesi (Italia compresa), è seguito un leader democratico con venature autoritarie, amato dalla maggioranza: Tatcher in GB, Kohl in Germania, Craxi qui da noi, Gonzales in Spagna e ovviamente lo stesso Reagan.
Quali differenze con oggi? Oggi gli anni 0, come molti li stanno definendo, siamo, come gli anni ‘90, un capitolo successivo di quella storia trash, rampante e narcisista, come dimostra l’ipertecnologia, il fitness di massa, il narcisismo inteso come ostentazione di tutto. Anni 80 da salvare? No, sono stati la genesi di quest’epoca malata incurabile in fase terminale.

 

4 commenti
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  1. andrea74 Agosto 20th, 2008 23:11 :

    SCUSA, TI VOLEVO SOLO FARE UNA DOMANDA, SONO ANDREA 34ANNI, 74, ….MA TU, CON TUTTO IL RISPETTO ALLA NUOVA GENERAZIONE DI RAGAZZINI, TRA CUI MIIO FIGLIO, MIO NIPOTE, ECT…ECT…SCAMBIERESTI MAI LA TUA INFANZIA KON LA LORO?????

    IO NO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    EPPURE HANNO VERAMENTE OGNI COSA..ALMENO A CASA MIA…DALL AMORE DEI GENITORI, A UNA VITA MOLTO NORMALE….IO MAGARI HO PIANTO PERCHE PAPA’ NN MI POTEVA COMPRARE 3 VIDEOGAMES AL GIORNO, MA NE KOMPRAVA 1 AL MESE DI BIG JIM!

    EPPURE NN LI SCAMBIEREI MAI….A PARTE I MALI DEL MONDO KE CI SONO DA MILLENNI!

    CIAO…..

  2. Davide68 24 agosto 2008

    Le analisi che fai sono di un adulto (magari di una certa area politica) che ripensa a posteriori.
    Un bambino-adolescente di certo non pensava ai fenomeni sociologici.
    Quello che conta quando analizzi un periodo della tua vita è ricordare quello che provavi IN QUEL MOMENTO
    anche se poi cambi idea su quello che hai fatto.
    Un momento di felicità anche se ottenuto dimenticando i problemi del mondo è pur sempre un momento
    di felicità che ci fa stare bene anche quando lo ricordiamo.
    RIfletti!

    Ciao

  3. Scusa ma cosa c’entrano gli anni 80 con lo sfacelo di oggi, legato ad un modo globale, dove conta solo il profitto? Il processo di globalizzazione è stato voluto dalle lobby e dai grandi imprenditori che dirigono il commercio mondiale e che seguono la legge del “maggiore profitto con la minore spesa”. Non ci sono dubbi che questa strada abbia avuto conseguenze disastrose, e non è ancora finita, ma non ha niente a che vedere con gli anni ‘80 in sé.
    Il consumismo c’era, ma non era sfrenato. Le novità venivano acquistate perché realmente apportavano miglioramenti al comfort della vita, e non si buttavano dopo qualche mese perché era uscito un modello nuovo.

  4. Io non credo che il fenomeno della diffusione di massa della droga abbia avuto origne dagli anni ‘80. se proprio vogliamo colpevolizzare un decennio, dobbiamo puntare i ldito contro gli anni ‘70, quelli della ribellione, della lotta proletaria, della rivoluzione sessuale e del “love&peace”. Forse sono di parte, io che sono entrata negli anni ‘80 che avevo 7 anni e dentro questo decennio ci ho vissuto tutta l’adolescenza, ma credo che siano stati anni grandiosi, di vera libertà dagli schemi. C’era posto per il punk e il paninaro, per i Cure e i Duran Duran, c’era molta meno omologazione di quanta non ce ne sia oggi. Io ho vissuto un’adolescenza LIBERA, non ero nè punk nè paninara ma frequentavo gli uni e gli altri senza mai sentirmi un’emarginata. La pressione sociale cui sono sottoposti i nostri figli, quella dell’apparire e dell’omologazione, io negli anni 80 non l’ho mai vista. Ovviamente so che non sono stati anni tutti rose e fiori. C’era poca, pochissima attenzione all’ambiente e la sensibilità su temi di ecologia era scarsissima. Lo dimostra il fatto che i miei genitori, figli del boom economico del Dopoguerra, ancora hanno difficoltà a fare la raccolta differenziata. Però è sacrosanto ciò scrive Mario: gli oggetti erano costruiti per durare…un esempio per tutti…Il televisore Phonola, arrivato in casa dei miei quando avevo 5 anni, ha esalato l’ultimo respiro esattamente 27 anni dopo! La nuova TV di una notissima marca, acquistata nel 2004, non è riuscita a compiere 6 anni. Questo non è normale, non vi pare?

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