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	<title>Anni80.net &#187; Musica</title>
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	<description>Gli anni 80 sono tornati</description>
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		<title>Cinquanta candeline per Simon Le Bon</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 12:43:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Fra grandi successi, addii e reunion, dodici album e trent&#8217;anni sul palco coi Duran Duran, la prima &#8216;boy band&#8217; della storia
Roma, 26 ottobre 2008 &#8211; Da sex simbol, idolo e fonte di ispirazione per i teenagers degli anni ‘80, a rievocatore di ricordi nostalgici e di una gioventù spensierata sempre viva nella mente di tanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/10/simon.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-308" style="float: left;" title="simon" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/10/simon.jpg" alt="" width="160" height="140" /></a></p>
<p><em>Fra grandi successi, addii e reunion, dodici album e trent&#8217;anni sul palco coi Duran Duran, la prima &#8216;boy band&#8217; della storia</em></p>
<p>Roma, 26 ottobre 2008 &#8211; <strong>Da sex simbol, idolo e fonte di ispirazione </strong>per i teenagers degli anni ‘80, a rievocatore di ricordi nostalgici e di una gioventù spensierata sempre viva nella mente di tanti trent’enni. Erano i tempi dei fiocchi colorati sulle Superga, delle spalline imbottite, dell’Invicta sulle spalle e dei jeans 501 calati quando <strong>Simon le Bon </strong>e i ‘Duran Duran’, si esibivano al Festival di Sanremo con «Wild Boys», mentre una folla di ragazzine urlanti li aspettava fuori dall’Ariston. Da allora, era il 1985, al suo ritorno alla manifestazione canora, quest’anno dopo ben 23 anni, di candeline Simon ne ha spente tante ma la più importante sarà quella di domani, che segnerà i suoi primi cinquant’anni.<br />
<strong>Sicuramente i fan di oggi e di ieri</strong> si preparano a festeggiarlo con tutti gli onori, ma i primi a fargli gli auguri saranno la moglie, l’ex modella Yasmin, sposata con lui da 22 anni e i suoi tre figli: Amber Rose, Saffron Sahara e Tallulah Pine. La formazione è sempre quella storica: Simon Le Bon, John Taylor, Nick Rhodes e Roger Taylor.<br />
Vuoto per Andy Taylor, che ha lasciato la band nel 2006 nel bel mezzo della registrazione di «Red Carpet Massacre» per cause ancora poco chiare.</p>
<p><strong>La nascita di quella che in molti </strong>hanno definito la prima ‘boy band’ risale al 1978, quando i due compagni di liceo, il tastierista Nick Rhodes, dj in un locale di Birmingham, e il chitarrista John Taylor, fondano un gruppo al quale danno il nome di un personaggio del film «Barbarella». A loro si uniscono inizialmente Stephen Duffy, cantante, e Simon Colley, bassista.</p>
<p><strong>Questi ultimi, convinti che il gruppo </strong>non fosse «abbastanza rock», decidono di abbandonarlo quasi subito. Il nuovo cantante, l’ex Tv Eye Andy Wickett, porta con sè il batterista Roger Taylor. I quattro, realizzato un demo con il brano «Girls on film» ma poco dopo perdono Wickett, che forma gli World Service. Così nel 1980 viene ingaggiato uno studente universitario di nome Simon Le Bon.</p>
<p><strong>Intanto arriva come chitarrista Andy Taylor</strong>, e il suo omonimo John passa al basso.<br />
Il primo album, dal titolo «Duran Duran», del 1981, anticipato dal primo singolo, «Planet Earth», si piazza immediatamente in dodicesima posizione nella Top 20 inglese. La canzone diventa la bandiera incontrastata del movimento «new romantic» grazie all’astuzia di Le Bon che nel testo cita questa nuova tendenza. Definizione che verrà estesa ai Visage e agli Spandau Ballet, altri due gruppi storici di quel periodo.<br />
Intanto l’interesse per l’immagine porta i Duran Duran a incaricare il giovane regista Russell Mulcahy di approfondire le potenzialità di un mezzo di espressione nascente, quello dei video musicali, che la neonata Mtv sta proponendo in America.<br />
<strong>Il risultato è una serie di filmati </strong>esotici ed eleganti, realizzati tra Sri Lanka e Antigua, che accompagneranno i singoli successivi, spingendo l’album «Rio» in tutta Europa e, qualche mese dopo, anche negli Usa, dove ottiene il disco di platino. La scalata al successo è rapida: Diana, la Principessa del Galles, dichiara di amare i Duran Duran più di ogni altro gruppo musicale e la stampa inglese li soprannomina «The Fab Five» («i Favolosi Cinque»).</p>
<p><strong>Nel 1984 Nile Rodgers degli Chic </strong>con un abile remix, spinge le vendite del singolo «The reflex», mentre il gruppo insiste sulla strada dei video con il minikolossal «Arena», film-concerto girato da Mulcahy, dal quale verranno ricavati un album dal vivo e il singolo «Wild boys».<br />
Il brano viene portato al Festival di Sanremo del 1985 e in Italia la ‘Duranmania&#8217; raggiunge il suo apice. Ma a fianco delle ragazzine innamorate soprattutto di Simon, e dei ‘paninarì che si definiscono «Wild boys» cresce il fronte compatto di chi non li può soffrire. Un contributo in tal senso viene dato da un instant-book intitolato «Sposerò Simon Le Bon», scritto da Clizia Gurrado, giovanissima figlia di un giornalista dal quale è ricavato un film che molti definiscono «di spettacolare stupidità».<br />
<strong>Intanto, lo stress spinge i cinque</strong> a cercare vie di fuga: Nick pubblica un libro di foto computerizzate, Simon si dà alle avventure in barca a vela (rischiando anche di morire in alto mare), Andy comincia un album solista (con Steve Jones dei «Sex Pistols») e nascono due gruppi paralleli: i Power Station (John, Andy, Robert Palmer e Tony Thompson, con la produzione di Bernard Edwards degli Chic) e gli Arcadia (Simon, Nick e Roger).<br />
Il gruppo si ricompatta grazie al brano portante del film «A view to a kill», della serie di James Bond. Un acuto particolarmente impegnativo contenuto nel pezzo tradirà Simon Le Bon durante il «Live Aid di Philadelphia»: la clamorosa ‘steccaì è un duro colpo per i «Duran Duran» già poco stimato dagli addetti ai lavori.<br />
A fine anno Roger lascia il gruppo a causa dello stress e pochi mesi dopo, Andy non si presenta alle sessions per il nuovo album «Notorious». Con il batterista nasce così una guerra di carte bollate che riduce la band a un trio.</p>
<p><strong>L’album, nonostante l’intensa attività</strong> promozionale e il massacrante tour che nel 1987 li porta anche in sette stadi italiani (il più grande, quello di Milano) non ottiene grandi consensi e in patria raggiunge solo il settimo posto in classifica. In Italia è superato da «Through the barricades» dei rivali Spandau Ballet.<br />
Il disco «Big thing», forse il loro disco più ambizioso dal punto di vista musicale, impallidisce in classifica rispetto a dischi come «Rattle and hum» degli U2 o al debutto di Tracy Chapman, simbolo del rifiuto dell’elettronica, punto di forza dei Duran Duran, e del ritorno a una musica ‘da strada&#8217;.<br />
Quando nel 1990 esce «Liberty», la ‘Duranmania&#8217; ormai è tramontata. Quasi non ci si accorge dell’entrata a pieno titolo nella band del batterista Sterling Campbell e del chitarrista Warren Cuccurullo (già con Frank Zappa e coi Missing Persons). Anche per questo, è con una certa sorpresa che il mondo decreta il successo di «Ordinary world», singolo che nel 1993 traina «The wedding album».</p>
<p><strong>Durante il tour di ritorno Le Bon accusa</strong> gravi problemi alle corde vocali. Nel ‘96 Simon canta «Ordinary world» accanto a Pavarotti a Modena, altra ‘stecca&#8217; in prima serata. Un anno più tardi John Taylor annuncia la propria intenzione di lasciare i Duran. A fine anno esce, solo negli Usa e in Giappone, «Medazzaland», disco che ha un tale fallimento commerciale che il gruppo e la casa discografica non si preoccupano neanche di pubblicarlo in Europa.<br />
<strong>Nel 1998 Le Bon, Rhodes e Cuccurullo </strong>si separano dalla Emi, e Campbell dai Duran Duran. Il 2003 segna il venticinquesimo anniversario dei Duran Duran e la ‘reunion’ della formazione originale, festeggiata con una serie di concerti di grande successo, dall’America al Giappone, dall’Australia alla Nuova Zelanda. Nel 2004 esce per la Sony un nuovo album di inediti, «Astronaut», seguito da un altro tour.</p>
<p><strong>Nel 2006 Andy Taylor abbandona la band,</strong> costringendola a iniziare da capo il lavoro al nuovo disco che arriva finalmente nell’autunno 2007: «Red carpet massacre» è il nuovo album di studio, a cui partecipano anche Justin Timberlake e Timbaland. L’album esce sul mercato italiano il 16 novembre e viene salutato in tutto il mondo da recensioni particolarmente favorevoli. Tra le canzoni ci sono «Nite Runner» (con Timbaland e Timberlake) e il singolo «Falling Down», con il quale lo scorso anno i Duran Duran hanno partecipato in qualità di ospiti al Festival di Sanremo.</p>
<p>Articolo tratta da <a href="http://quotidianonet.ilsole24ore.com/musica/2008/10/26/128265-cinquanta_candeline_simon.shtml" target="_blank">Quotidiano.net</a></p>
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		<title>Il ritorno di Grace Jones</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jul 2008 15:06:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Androgina e sensuale, diciannove anni fa, cantava la hit dance «Love on Top of Love». Ora Grace Jones è tornata e, nel nuovo video di «Corporate Cannibal», si è trasformata in mostro di metallo che si specchia in uno schermo deformante. Su una tempesta di suoni elettronici ripete con la voce suadente: «Sono la scintilla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/07/04.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-302" style="margin: 5px; float: left;" title="Grace Jones" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/07/04.jpg" alt="" /></a><em></em>Androgina e sensuale, diciannove anni fa, cantava la hit dance «Love on Top of Love». Ora Grace Jones è tornata e, nel nuovo video di «Corporate Cannibal», si è trasformata in mostro di metallo che si specchia in uno schermo deformante. Su una tempesta di suoni elettronici ripete con la voce suadente: «Sono la scintilla che farà esplodere il mondo. Corporate cannibal, criminale digitale, ti mangio come un animale».<br />
A sessant&#8217;anni rimane la pantera della disco music e non ha nessuna intenzione di abdicare. «Sono nata per essere una star», scrive sul suo sito internet dove ha ammucchiato le fotografie delle sue mille metamorfosi. E promette: «Continuerò a truccarmi e a scrivere. le mie canzoni sono come piccole storie». Ha mantenuto la parola: sta per pubblicare un nuovo album, «Hurricane». Uscirà il 24 ottobre, fra i collaboratori spiccano i nomi di Brian Eno e Sly &amp; Robbie. Intanto Grace ha ripreso a farsi vedere sul palco: di recente si è esibita con i Massive Attack al Meltdown Festival di Londra, ieri ha cantato al Secret Garden Party Festival di Huntingdon, in Inghilterra. Qualche volta porta in scena anche il figlio Paulo che suona i bonghi. Voce da contralto, modella, attrice ma soprattutto icona trasgressiva, Grace Mendoza (è il suo vero nome) arriva dalla giamaicana Spanish Town. Il papà era un predicatore che, a metà degli anni Sessanta, si trasferì con tutta la famiglia a Syracuse, nello stato di New York. «Ero l&#8217;unica ragazza nera di tutto il liceo. All&#8217;inizio volevo diventare un&#8217;insegnante di lingue. Parlo francese, spagnolo, giapponese, italiano e tedesco. È cambiato tutto quando incontrai il mio insegnante di recitazione».</p>
<p>Dopo il diploma se ne andò a New York dove cominciò a lavorare come modella. «Mi piaceva, ma ero attratta dalla musica. Così iniziai a cantare alle feste, sui tavoli. Qualcuno mi notò e capì che poteva fare dei soldi». Provocatoria, fin dagli esordi, alla fine degli anni Settanta, quando sconvolgeva le notti newyorkesi indossando tute di lattex nero e facendo schioccare frustini sadomaso. «Sono sempre stata una ribelle. Me ne frego delle regole» la sua filosofia. Le sue performance la resero celebre nell&#8217;ambiente gay, conobbe Andy Warhol e ne diventò amica e musa. Cranio rasato, trucco aggressivo e abiti assurdi la Jones si costruì addosso una «maschera», che con il tempo diventò meno scioccante e più «artistica». Ma sollevò interrogativi sulla sua identità sessuale. «La mia immagine dovrebbe spaventare gli uomini, così solo i migliori si fanno avanti». La sua carriera è costellata di successi dance: «I Need a Man», «La Vie en rose», «Slave to the Rhythm». È stata meno fortunata come attrice anche se ha vestito i panni della cattiva in A View to a Kill (1985), togliendosi lo sfizio di prendere a pugni James Bond. A metà degli anni Ottanta Grace imbocca il suo viale del tramonto, colpa di gravi problemi finanziari. L&#8217;album «Bulletproof Heart» nel 1989 era stato l&#8217;ultimo fuoco. Poi il silenzio. Fino a oggi.</p>
<p>Articolo tratto da <a href="http://www.corriere.it/spettacoli/08_luglio_27/grace_jones_60_anni_6ef7a2d8-5b89-11dd-b836-00144f02aabc.shtml" target="_blank">http://www.corriere.it/spettacoli/08_luglio_27/grace_jones_60_anni_6ef7a2d8-5b89-11dd-b836-00144f02aabc.shtml</a></p>
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		<title>Duran Duran sul palco a Ravenna</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 09:53:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Simon Le Bon e compagni hanno infiammato il Pala De Andrè il 18 luglio, davanti a una platea di oltre cinquemila fans. Qualche pezzo nuovo ma soprattutto tanti successi del passato rinfrescati da nuovi e graffianti arrangiamenti, presentati dagli idoli delle ragazzine degli anni &#8216;80 in oltre due ore di musica.
Gli anni passano ma la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="sommario"><a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/07/lebon.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-299" title="lebon" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/07/lebon.jpg" alt="" width="210" height="90" /></a>Simon Le Bon e compagni hanno infiammato il Pala De Andrè il 18 luglio, davanti a una platea di oltre cinquemila fans. Qualche pezzo nuovo ma soprattutto tanti successi del passato rinfrescati da nuovi e graffianti arrangiamenti, presentati dagli idoli delle ragazzine degli anni &#8216;80 in oltre due ore di musica.</div>
<p>Gli anni passano ma la verve dei Duran Duran è ancora a mille. Il concerto tenuto al Pala De Andrè di Ravenna venerdì 18 luglio ha visto <strong>Simon Le Bon</strong> scatenarsi in oltre due ore di spettacolo, con al fianco gli immancabili <strong>Taylor (John e Roger)</strong> e <strong>Nick Rhodes</strong> alle tastiere, più sax e vocalis di arricchimento.</p>
<p>Tantissimi i successi del passato, da &#8220;Save a prayer&#8221; a &#8220;Wild Boys&#8221;, riarrangiati in chiave contemporanea.</p>
<p>Un Le Bon in piena forma, fisica e vocale, ha ringraziato Ravenna e l&#8217;Italia per il grande successo del gruppo riscosso negli anni, omaggiando la Romagna anche con il ricordo di <strong>Federico Fellini</strong>.</p>
<p>Con un finale a sopresa, remixando il &#8220;po-po-po&#8221; in stile mondiali di calcio, mescolato al loro brano &#8220;Rio&#8221;. <!-- OAS AD 'Middle' - gestione 180x150 square inside --></p>
<div id="adMiddle" style="display: none;"><em>Articolo tratto da </em><a href="http://ilforomagna.repubblica.it/dettaglio/Duran-Duran-sul-palco-a-Ravenna-Il-ritorno-degli-idoli-anni-80/1490223?edizione=EdRegionale" target="_blank"><em>Il Fò Romagna </em></a><em>del 19 luglio</em><script type="text/javascript"></script></div>
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		<title>Yazoo</title>
		<link>http://www.anni80.net/2008/06/14/yazoo/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 09:16:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[1982]]></category>
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		<description><![CDATA[Formazione: VINCE CLARKE (sintetizzatori)- ALISON MOYET (vocalist)
Yazoo e’ un duo synthpop formatosi nel tardo 1981a Basildon (Essex) dopo che VINCE CLARKE lascia i DEPECHE MODE e si aggrega ad ALISON MOYET dopo aver trovato un suo annuncio su una rivista specializzata.
La band non ha avra’ lunga vita per divergenze di orientamenti musicali. Il nome deriva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/yazoo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-288" style="float: left;" title="yazoo" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/yazoo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Formazione: VINCE CLARKE (sintetizzatori)- ALISON MOYET (vocalist)</p>
<p>Yazoo e’ un duo synthpop formatosi nel tardo 1981a Basildon (Essex) dopo che VINCE CLARKE lascia i DEPECHE MODE e si aggrega ad ALISON MOYET dopo aver trovato un suo annuncio su una rivista specializzata.</p>
<p>La band non ha avra’ lunga vita per divergenze di orientamenti musicali. Il nome deriva da un’etichetta di alcuni album di vecchio blues : YAZOO RECORDS. Firmarono un contratto con la MUTE RECORDS in Inghilterra e con la SIRE RECORDS negli STATI UNITI . Il primo approccio negli US fu un vero disastro poiché si ritrovarono a dover affrontare una causa che gli costò 3 millioni e mezzo di sterline per uso del nome gia’ utilizzato da un’ altro gruppo rock americano, infatti furono ribattezzati YAZ (solo negli USA). Incidono solo due album prima dello scioglimento ma di grande successo. ALISON MOYET continuera’ la sua carriera da solista mentre VINCE CLARKE fondera’ gli ERASURE.<br />
(Ringraziamo Desdemona per la recensione)</p>
<p>UPSTAIRS AT ERIC’S Released 1982</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td width="50%" valign="top">Mute RECORDS<br />
1. &#8220;Don&#8217;t Go&#8221; (Vince Clarke) &#8211; 3:08<br />
2. &#8220;Too Pieces&#8221; (Clarke) &#8211; 3:14<br />
3. &#8220;Bad Connection&#8221; (Clarke) &#8211; 3:20<br />
4. &#8220;I Before E Except After C&#8221; (Clarke) &#8211; 4:36<br />
5. &#8220;Midnight&#8221; (Alison Moyet) &#8211; 4:22<br />
6. &#8220;In My Room&#8221; (Clarke) &#8211; 3:52<br />
7. &#8220;Only You&#8221; (Clarke) &#8211; 3:14<br />
8. &#8220;Goodbye 70&#8217;s&#8221; (Moyet) &#8211; 2:35<br />
9. &#8220;Tuesday&#8221; (Clarke) &#8211; 3:22<br />
10. &#8220;Winter Kills&#8221; (Moyet) &#8211; 4:06<br />
11. &#8220;Bring Your Love Down (Didn&#8217;t I)&#8221; (Moyet) &#8211; 4:40SIRE RECORDS<br />
1. &#8220;Don&#8217;t Go&#8221; (Vince Clarke) &#8211; 3:08<br />
2. &#8220;Too Pieces&#8221; (Clarke) &#8211; 3:14<br />
3. &#8220;Bad Connection&#8221; (Clarke) &#8211; 3:20<br />
4. &#8220;I Before E Except After C&#8221; (Clarke) &#8211; 4:36<br />
5. &#8220;Midnight&#8221; (Alison Moyet) &#8211; 4:22<br />
6. &#8220;In My Room&#8221; (Clarke) &#8211; 3:52<br />
7. &#8220;Only You&#8221; (Clarke) &#8211; 3:14<br />
8. &#8220;Goodbye 70&#8217;s&#8221; (Moyet) &#8211; 2:35<br />
9. &#8220;Winter Kills&#8221; (Moyet) &#8211; 4:06<br />
10. &#8220;Bring Your Love Down (Didn&#8217;t I)&#8221; (Moyet) &#8211; 4:40</td>
<td valign="top"><a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/yazoo-upstairs-at-erics.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-289" style="float: left;" title="yazoo-upstairs-at-erics" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/yazoo-upstairs-at-erics-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>E’ il primo album della band si classifica al 2° posto in Inghilterra e al 92° negli Stati Uniti , contiene inoltre i successi DON’T GO , SITUATION e ONLY YOU, dove permangono in classifica per parecchie settimane.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>YOU AND ME BOTH Released 1983</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td width="50%" valign="top">MUTE RECORDS<br />
1. &#8220;Nobody&#8217;s Diary&#8221; (Moyet) &#8211; 4:30<br />
2. &#8220;Softly Over&#8221; (Clarke) &#8211; 4:01<br />
3. &#8220;Sweet Thing&#8221; (Moyet) &#8211; 3:41<br />
4. &#8220;Mr. Blue&#8221; (Clarke) &#8211; 3:24<br />
5. &#8220;Good Times&#8221; (Moyet) &#8211; 4:18<br />
6. &#8220;Walk Away from Love&#8221; (Clarke) &#8211; 3:18<br />
7. &#8220;Ode to Boy&#8221; (Moyet) &#8211; 3:35<br />
8. &#8220;Unmarked&#8221; (Clarke) &#8211; 3:34<br />
9. &#8220;Anyone&#8221; (Moyet) &#8211; 3:24<br />
10. &#8220;Happy People&#8221; (Clarke/Moyet) &#8211; 2:56<br />
11. &#8220;And On&#8221; (Moyet) &#8211; 3:12SIRE RECORDS<br />
1. &#8220;Nobody&#8217;s Diary&#8221; (Moyet) &#8211; 4:30<br />
2. &#8220;Softly Over&#8221; (Clarke) &#8211; 4:01<br />
3. &#8220;Sweet Thing&#8221; (Moyet) &#8211; 3:41<br />
4. &#8220;Mr. Blue&#8221; (Clarke) &#8211; 3:24<br />
5. &#8220;Good Times&#8221; (Moyet) &#8211; 4:18<br />
6. &#8220;Walk Away from Love&#8221; (Clarke) &#8211; 3:18<br />
7. &#8220;Ode to Boy&#8221; (Moyet) &#8211; 3:35<br />
8. &#8220;Unmarked&#8221; (Clarke) &#8211; 3:34<br />
9. &#8220;Anyone&#8221; (Moyet) &#8211; 3:24<br />
10. &#8220;State Farm&#8221; (Clarke/Moyet) &#8211; 3:35<br />
11. &#8220;And On&#8221; (Moyet) &#8211; 3:12</td>
<td valign="top"><a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/yazoo_you_and_me_both.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-290" style="float: left;" title="yazoo_you_and_me_both" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/yazoo_you_and_me_both-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>You and me Both e’ il secondo ed ultimo album del duo synthpop inglese realizzato nel 1983 .<br />
L’album riceve un riscontro positivo dalla critica dove fa notare un miglioramento nei testi e nella produzione in confronto al loro debutto. Si classifica al 1 posto in Inghilterra e 193 invece negli USA.<br />
Il duo annuncia lo scioglimento alla vigilia dell’uscita dell’album negli U.K.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>ONLY YAZOO Released 1999</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td width="50%" valign="top">1. &#8220;Only You&#8221; (3:12)<br />
2. &#8220;Ode To Boy&#8221; (3:38)<br />
3. &#8220;Nobody&#8217;s Diary&#8221; (4:31)<br />
4. &#8220;Midnight&#8221; (4:20)<br />
5. &#8220;Goodbye 70&#8217;s&#8221; (2:33)<br />
6. &#8220;Anyone&#8221; (3:25)<br />
7. &#8220;Don&#8217;t Go&#8221; (3:06)<br />
8. &#8220;Mr. Blue&#8221; (3:26)<br />
9. &#8220;Tuesday&#8221; (3:19)<br />
10. &#8220;Winter Kills&#8221; (4:03)<br />
11. &#8220;State Farm&#8221; (3:35)<br />
12. &#8220;Situation&#8221; (U.S. 12&#8243; Mix) (5:46)<br />
13. &#8220;Don&#8217;t Go&#8221; (Tee&#8217;s Freeze Mix) (6:12)<br />
14. &#8220;Situation&#8221; (Club 69 Future Phunk Mix) (8:48)<br />
15. &#8220;Only You&#8221; (1999 Version) (2:53)</td>
<td valign="top"><a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/yazoo_-_only_yazoo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-291" style="float: left;" title="yazoo_-_only_yazoo" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/yazoo_-_only_yazoo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nel 1999 esce la raccolta con il meglio degli YAZOO, nonostante la band si fosse sciolta oramai da 15 anni.<br />
Negli Stati Uniti poiche’ la band era conosciuta come YAZ il cd si chiamera’ THE BEST OF.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/yazoo_inyourroom.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-292" style="float: left;" title="yazoo_inyourroom" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/yazoo_inyourroom-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nel 2008 la MUTE RECORDS ha pubblicato una raccolta di 4 CD IN YOUR ROOM contente tutti i successi dei due albums incisii dal duo rimasterizzati. Alison Moyet e VINCE CLARKE si sono riuniti e si esibiranno in concerto in Inghilterra a partire da giugno 2008 dopo 25 anni.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Visage</title>
		<link>http://www.anni80.net/2008/06/09/visage/</link>
		<comments>http://www.anni80.net/2008/06/09/visage/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 12:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[1980]]></category>
		<category><![CDATA[1982]]></category>
		<category><![CDATA[1984]]></category>
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		<description><![CDATA[I VISAGE e’ un gruppo Britannico formatosi originariamente nel 1978 durante la corrente NEW ROMANTIC.
FORMAZIONE ORGINALE: Steve Strange  &#8211; Midge Ure  &#8211; Billy Currie &#8211; John McGeoch &#8211; Rusty Egan &#8211; Dave Formula -Barry Adamson
Nel 1979 firmano un contratto con la RADAR RECORDS e incidono il loro primo singolo “TAR” nonostante non entra nelle classifiche, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/visage-foto.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-283" style="float: left;" title="visage-foto" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/visage-foto-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>I VISAGE e’ un gruppo Britannico formatosi originariamente nel 1978 durante la corrente NEW ROMANTIC.</p>
<p>FORMAZIONE ORGINALE: Steve Strange  &#8211; Midge Ure  &#8211; Billy Currie &#8211; John McGeoch &#8211; Rusty Egan &#8211; Dave Formula -Barry Adamson</p>
<p>Nel 1979 firmano un contratto con la RADAR RECORDS e incidono il loro primo singolo “TAR” nonostante non entra nelle classifiche, la band si assicura un contratto per l’anno seguente con la POLYGRAM.</p>
<p>Nel 1980 esce Il loro più grande successo  FADE THE GREY. Il singolo spopola nelle classifiche inserendosi nelle prime dieci sia in Inghilterra che in molti altri paesi.</p>
<p>La Band incide in tutto 3 album tra il 1980 e il 1984. Nel 1985 la band si scioglie.</p>
<p>(Ringraziamo per la recensione Desdemona)</p>
<p>VISAGE REALEASED 1980</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td width="50%" valign=top>Side A:<br />
1. &#8220;Visage&#8221; – 3:53<br />
2. &#8220;Blocks on Blocks&#8221; – 4:00<br />
3. &#8220;The Dancer&#8221; – 3:40<br />
4. &#8220;Tar&#8221; – 3:32<br />
5. &#8220;Fade to Grey&#8221; – 4:00<br />
Side B:<br />
1. &#8220;Malpaso Man&#8221; – 4:14<br />
2. &#8220;Mind Of A Toy&#8221; – 4:28<br />
3. &#8220;Moon Over Moscow&#8221; – 4:00<br />
4. &#8220;Visa-age&#8221; – 4:18<br />
5. &#8220;The Steps&#8221; – 3:14</td>
<td><a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/visage.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-284" style="float: left;" title="visage" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/visage.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a>VISAGE e’ il primo album del gruppo registrato al GENTIC SOUND STUDIO di Londra realizzato il 10 Novembre 1980 dalla POLYGRAM . L’album raggiunge il 13 posto nelle classifiche inglesi . Il singolo TAR non entra in Classifica mentre FADE TO GREY raggiunge l’8 posto in classifica, MIND OF TOY il 13° posto e VISAGE il 21°.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>THE ANVIL realeased 1982</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td width="50%" valign=top>Side A:<br />
1. &#8220;The Damned Don&#8217;t Cry&#8221; – 4:43<br />
2. &#8220;Anvil (Night Club School)&#8221; – 4:39<br />
3. &#8220;Move Up&#8221; – 4:25<br />
4. &#8220;Night Train&#8221; – 4:29<br />
Side B:<br />
5. &#8220;The Horseman&#8221; – 4:41<br />
6. &#8220;Look What They&#8217;ve Done&#8221; – 4:49<br />
7. &#8220;Again We Love&#8221; – 4:44<br />
8. &#8220;Wild Life&#8221; – 4:24<br />
9. &#8220;Whispers&#8221; – 5:39</td>
<td><a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/the_anvil.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-285" style="float: left;" title="the_anvil" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/the_anvil.jpg" alt="" width="200" height="201" /></a>E’ il secondo Album della BAND e raggiunge il 6° posto in classifica in Inghilterra . Midge Ure lascia la Band dopo la realizzazione dell’allbum.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>BEAT BOY realeased 1984</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td width="50%" valign=top>1. &#8220;Beat Boy&#8221; – 6:46<br />
2. &#8220;Casualty&#8221; – 5:28<br />
3. &#8220;Questions&#8221; – 6:11<br />
4. &#8220;Only the Good (Die Young)&#8221; – 5:58<br />
5. &#8220;Can You Hear Me&#8221; – 6:29<br />
6. &#8220;The Promise&#8221; – 3:59<br />
7. &#8220;Love Glove&#8221; – 4:45<br />
8. &#8220;Yesterday&#8217;s Shadow&#8221; – 6:29</td>
<td><a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/beatboy.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-286" style="float: left;" title="beatboy" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/beatboy-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>BEAT BOY e’ il terzo ed ultimo album della Band registrato tra il 1982 e 1983 al TRIDENT STUDIOS e uscito nel 1984 . Ci furono dei ritardi sull’uscita dell’Album causa problemi contrattuali che la Band ebbe con la casa discografica.BEAT BOY e’ l’unco album della Band che non esce su CD. Raggiunge il 79° posto nelle classifiche inglesi.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Soft Cell</title>
		<link>http://www.anni80.net/2008/06/02/soft-cell/</link>
		<comments>http://www.anni80.net/2008/06/02/soft-cell/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 12:11:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[1981]]></category>
		<category><![CDATA[1982]]></category>
		<category><![CDATA[1983]]></category>
		<category><![CDATA[1984]]></category>
		<category><![CDATA[david ball]]></category>
		<category><![CDATA[marc almond]]></category>
		<category><![CDATA[soft cell]]></category>

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		<description><![CDATA[Marc Almond (voce) e David Ball (sintetizzatore)
Soft Cell fu un duo britannico di musica elettronica dei primi anni &#8216;80 .
Le loro canzoni si focalizzano su tematiche d&#8217;amore e sulla vita con soggetti come il sesso estremo, travestitismo, droghe e omicido.
Nel 1981 incisero il loro pezzo più famoso al mondo: un rifacimento di Tainted Love portata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Marc Almond (voce) e David Ball (sintetizzatore)</strong></p>
<p>Soft Cell fu un duo britannico di musica elettronica dei primi anni &#8216;80 .<br />
Le loro canzoni si focalizzano su tematiche d&#8217;amore e sulla vita con soggetti come il sesso estremo, travestitismo, droghe e omicido.<br />
Nel 1981 incisero il loro pezzo più famoso al mondo: un rifacimento di Tainted Love portata al successo da Gloria Jones.<br />
(Ringraziamo per la recensione Desdemona)</p>
<p>Non Stop Erotic Cabaret (1981)</p>
<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="50%" valign="top">1. Frustration&#8221; &#8211; 4.12<br />
2. &#8220;Tainted Love&#8221; &#8211; 2.34<br />
3. &#8220;Seedy Films&#8221; &#8211; 5.05<br />
4. &#8220;Youth&#8221; &#8211; 3.15<br />
5. &#8220;Sex Dwarf&#8221; &#8211; 5.15<br />
6. &#8220;Entertain Me&#8221; &#8211; 3.35<br />
7. &#8220;Chips on My Shoulder&#8221; &#8211; 4.05<br />
8. &#8220;Bedsitter&#8221; &#8211; 3.36<br />
9. &#8220;Secret Life&#8221; &#8211; 3.37<br />
10. &#8220;Say Hello, Wave Goodbye&#8221; &#8211; 5.24</td>
<td> <a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/non_stop_erotic_carabet.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-269" style="FLOAT: left" title="non_stop_erotic_carabet" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/non_stop_erotic_carabet-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il primo album realizzato da  Marc Almond &#8211; Dave Ball è indiscutibilmente una delle più eccitanti espressioni del techno-pop anni &#8216;80, nonostante sia conosciuto  per la famosissima “Tainted Love”. Eppure è proprio in questo album che trovano spazio alcune delle più originali soluzioni sonore del pop in quel decennio. Qual era il segreto della formula che – sdoganando al grande pubblico molte intuizioni dei Suicide e dei Kraftwerk – fu tuttavia sufficientemente accattivante da brillare di luce propria? Dave Ball era la mente. Geniale multistrumentista innamorato del northern soul, nonché abile tessitore di trame col sintetizzatore ora sinfoniche, ora hi-nrg. Su pezzi come “Frustration”, “Secret Life”, ”Entertain Me” e la già citata “Tainted Love” le sue algide tastiere disegnano spietate traiettorie funk, che costituiranno una delle chiavi del sound del decennio appena iniziato (a Martin Gore e Neil Tennant staranno fischiando le orecchie… ). Marc Almond era il braccio. Performer espressivo e sopra le righe come pochi, plasma letteralmente la forma delle canzoni col suo vivido lirismo e con lo scomodo immaginario omosessuale cui fa riferimento.Il titolo del disco è sintomatico, essendo il nome di un night a Soho, e la musica suona come la colonna sonora di un viaggio in un quartiere a luci rosse. Cronache di ordinaria depravazione nel Regno Unito pre-Thatcher e pre-Aids, tra nightclubbing e cinema porno. Emblematica in tal senso è la marcetta hi-nrg “Sex Dwarf”, con Almond che ripete languidamente &#8220;Isn&#8217;t it nice/Sugar and spice/Luring disco dollies to a life of vice?&#8221;. Oppure l’ansimante “Seedy Films”, in cui Almond inscena un bizzarro siparietto loureediano al grido di “feeling sleazy in sleepy sin city”. Un episodio strepitoso nel carpire dalla soul music l’aroma di sesso, sudore e fisicità e adattarlo al suono sintetico degli anni &#8216;80. Protagonista di questo gustoso gioco delle parti è quasi sempre la borghesia middle class frustrata e repressa in libera uscita (“Frustration” appunto, “Secret Life” e “Say Hello Wave Goodbye”, altro celeberrimo singolo). E’ invece struggente il microcosmo omosessuale più intimo cui fa riferimento Almond: quello di un adolescente che rincorre disperato la sua gioventù (“Bedsitter”, depositaria del marchio bedsitting che farà le fortune di Morrissey), per poi vederla sfumare come un granello di sabbia dalla mano (“Youth”). I brani in questione costituiscono l’apice del disco, con gli intrecci sinfonici di Ball che enfatizzano alla perfezione il pathos almondiano: “Dancing laughing Drinking loving/ And now I&#8217;m all alone In bedsit land/ My only home“ oppure “Youth has gone/ And don&#8217;t think I don&#8217;t cry /We let ourselves slip/ And now I ask myself why I&#8217;m on my own” sono squarci illuminanti in tal senso. E’ proprio questo lirismo &#8211; reminiscente di urgenza punk &#8211; a conferire al cabaret softcelliano quel quid che lo fa risplendere a 25 anni dalla sua pubblicazione. Non solo in un mare di opere speculari che non hanno saputo superare l’inevitabile obsolescenza di dischi basati su suoni elettronici, ma anche rispetto a tanti lavori elettronici del decennio scorso i cui autori sembrano già essere caduti nell’ oblìo.Recensione di  Donjunio</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p> Non Stop Ecstatic Dancing (1982)</p>
<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="50%" valign="top">1. &#8220;Memorabilia&#8221; &#8211; 5:22<br />
2. &#8220;Where Did Our Love Go?&#8221; &#8211; 4:22<br />
3. &#8220;What?&#8221; &#8211; 4:33<br />
4. &#8220;A Man Could Get Lost&#8221; &#8211; 4:05<br />
5. &#8220;Chips on My Shoulder&#8221; &#8211; 4:36<br />
6. &#8220;Sex Dwarf&#8221; &#8211; 5:15</td>
<td> <a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/non_stop_ecstatic_dancing.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-270" style="float: left;" title="non_stop_ecstatic_dancing" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/non_stop_ecstatic_dancing-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il secondo album di remix  realizzato nel 1982  considerato il primo disco “house” in Inghilterra. Come il nome implica NON STOP ECSTATIC DANCING e’ stato concepito  dalla BAND. Come dalla  loro stessa ammissione . sotto effetto di MDMA (comunemente ECSTASY). Sull’ispirazione di NON STOP EROTIC CABARET tutti e due gli album vengono registrati quasi simultaneamente a NEW YORK , quando all’epoca i GAY CLUB iniziavano ad emergere nella scena. L’album causo’ molte controversia come del resto il video, per la canzone SEX DWARF dove metteva in evidenza fruste, carne cruda, motoseghe e travestiti.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p> The Art Of Falling Apart (1983)</p>
<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="50%" valign="top">1. &#8220;Forever the Same&#8221; &#8211; 5.06<br />
2. &#8220;Where the Heart Is&#8221; &#8211; 4.34<br />
3. &#8220;Numbers&#8221; &#8211; 4.55<br />
4. &#8220;Heat&#8221; &#8211; 6.11<br />
5. &#8220;Kitchen Sink Drama&#8221; &#8211; 3.56<br />
6. &#8220;Baby Doll&#8221; &#8211; 6.44<br />
7. &#8220;Loving You Hating Me&#8221; &#8211; 4.18<br />
8. &#8220;The Art of Falling Apart&#8221; &#8211; 5.01</td>
<td> <a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/soft_cell_-_the_art_of_falling_apart_coverart.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-271" style="float: left;" title="soft_cell_-_the_art_of_falling_apart_coverart" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/soft_cell_-_the_art_of_falling_apart_coverart-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La gestazione di &#8220;The art of falling apart&#8221; fu dunque complessa, sia per le enormi aspettative, sia per le prime spinte centrifughe all&#8217;interno del duo, di cui il titolo è chiaramente sintomatico. Il risultato fu un lavoro dal sapore epico, non privo di contraddizioni, ma dotato di momenti di assoluto spessore, e nel quale la perdita di quel quid di urgenza, confusione e viziosità che aveva contraddistinto il debutto fu in parte compensata da una maggiore audacia compositiva.<br />
La prima facciata rivernicia, con fin troppo mestiere, il sound di &#8220;Non-stop erotic cabaret&#8221;: i suoni ossessivi e i vocalizzi caotici della disco-music seventies, le tastiere di matrice Suicide che ricreano l&#8217;enfasi up-tempo del Northern soul e un gusto melodico di derivazione Roxy Music nell&#8217; intarsiare il tutto (emblematica in tal senso &#8220;Kitchen sink drama&#8221;, copia invero un po&#8217; pallida di &#8220;Say hello wave goodbye&#8221;).<br />
Anche le tematiche almondiane riprendono i suoi più celebri stilemi, benché il pathos di una &#8220;Youth&#8221; non venga eguagliato. In &#8220;Where the heart is&#8221; Marc riannoda i tormentati fili del bedsitting e dell&#8217;alienante condizione omosessuale giovanile, mentre in &#8220;Heat&#8221; sprofonda in un vortice di depravazione lasciva, nell&#8217;anonimato di una dark room. Proprio il brano in questione, sfociando in una coda sonora straniante, spiazza e introduce la seconda facciata. Qui entra in scena un imponente melodramma barocco. Sia Ball sia Almond alzano la posta, con impatto e godibilità assicurati. &#8220;Baby Doll&#8221; avvince, avvitandosi in una spirale grandiosa, proprio come la title track, in cui gli intrecci tra la grandguignolesca voce di Almond, le abbaglianti tastiere e il sintetizzatore di Ball raggiungono la perfezione, mentre di &#8220;Loving you, hating me&#8221;colpiscono gli echi di soul bianco e inusitate sgusciate di chitarra elettrica che squarciano opulenti squilli synth-pop.<br />
Il viaggio sull&#8217;orlo del collasso prosegue con &#8220;Jimi Hendrix medley&#8221;, nel quale vengono destrutturati la sensualità e il groove della più classica delle icone rock in glaciali soluzioni minimaliste. &#8220;Martin&#8221; è invece uno degli apici dell&#8217;intero repertorio softcelliano: una intensa cavalcata in bilico tra torbida ferocia e raffinata teatralità, solcata da clangori percussivi e arrangiamenti frastornanti nel forgiare morbose figure quasi industrial, per trovare sfogo in un incubo senza riparo: un punto di partenza per molte derive gotiche anni 90, a partire da quelle del reverendo Manson.<br />
Almond e Ball si separarono poco dopo, non prima di un altro album ancora di vaglia (il malato &#8220;Last night in Sodom&#8221;): il primo per iniziare una felice carriera solista, il secondo lontano dalle scene, a parte l&#8217;ottimo progetto dei Grid. La riuscita reunion di qualche anno fa avrebbe poi ribadito il consenso e l&#8217;ammirazione per il cabaret targato Soft Cell: sempre scintillante, proprio come quella vecchia insegna a Soho<br />
 <br />
Recensione di  Donjunio</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p> This Last Night In Sodom (1984)</p>
<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="50%" valign="top">1. &#8220;Mr. Self Destruct&#8221; &#8211; 3.12<br />
2. &#8220;Slave To This&#8221; &#8211; 5.04<br />
3. &#8220;Little Rough Rhinestone&#8221; &#8211; 4.33<br />
4. &#8220;Meet Murder My Angel&#8221; &#8211; 4.39<br />
5. &#8220;The Best Way To Kill&#8221; &#8211; 4.43<br />
6. &#8220;L&#8217;Esqualita&#8221; &#8211; 7.03<br />
7. &#8220;Down in the Subway&#8221; &#8211; 2.51<br />
8. &#8220;Surrender to a Stranger&#8221; &#8211; 3.38<br />
9. &#8220;Soul Inside&#8221; &#8211; 4.25<br />
10. &#8220;Where Was Your Heart (When You Needed It Most)&#8221; &#8211; 5.09</td>
<td> <a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/this_last_night_softcell.gif"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-272" style="float: left;" title="this_last_night_softcell" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/this_last_night_softcell-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a>E’ il 4 album del duo realizzato dopo l’annuncio del loro scioglimento nelle varie riviste di musica inglesi. L’album rappresenta un cambiamento di stile erotico, delicato, dancefloor-friendly pop dai loro primi dischi, meglio rappresentato dalla loro piu’ famoso singolo TAINTED LOVE.<br />
La copertina realizzata in rosso e oro ebbe un ottimo riscontro con la critica, ma in un’ultima analisi ricevette una scarsa attenzione commerciale, così interruppero la stampa. Uscì una copia rimasterizzata ma nonostante tutto cio’ le copie dell’album sono molto rare da trovarsi.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>  </p>
<p> </p>
<p> </p>
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		<title>Howard Jones</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 11:38:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[1984]]></category>
		<category><![CDATA[1985]]></category>
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		<category><![CDATA[1989]]></category>
		<category><![CDATA[howard jones]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando nel 1983 Howard Jones pubblicò in Inghilterra il suo primo singolo &#8220;New Song&#8221; l&#8217;aspettativa era che vendesse poche migliaia di copie e facesse conoscere la sua musica. La realtà fu ben diversa, in quanto il singolo scalò rapidamente la classifica britannica fino al numero 3. A questo seguì il secondo singolo, &#8220;What is love&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando nel 1983 Howard Jones pubblicò in Inghilterra il suo primo singolo &#8220;New Song&#8221; l&#8217;aspettativa era che vendesse poche migliaia di copie e facesse conoscere la sua musica. La realtà fu ben diversa, in quanto il singolo scalò rapidamente la classifica britannica fino al numero 3. A questo seguì il secondo singolo, &#8220;What is love&#8221;, che si piazzò al numero 2, e un altro hit, l&#8217;enigmatica &#8220;Hide and seek&#8221; , che mostrò il lato più spirituale di Howard Jones. A questo seguì nell&#8217;aprile del 1984 il primo album, &#8220;Human&#8217;s Lib&#8221;, che andò direttamente al numero 1 in Inghilterra, diventando disco di platino, portando Jones e i suoi sintetizzatori ad un pubblico più vasto.  Il successo fu mondiale e &#8220;Human&#8217;s Lib&#8221; conquistò il disco d&#8217;oro in Germania, Italia, Usa, Giappone ed Australia. Il secondo lavoro, &#8220;Dream into action&#8221;, 1985, si dimostrò ancora più fortunato, sfornando una sequela di successi come &#8220;Like To Get To Know You Well&#8221;, &#8220;Look Mama&#8221;, &#8220;Things Can Only Get Better&#8221; e la classica &#8220;No one is to blame&#8221; che raggiunse il numero 1 nella classifica dei singoli americani, e che da allora è stata programmata oltre 3 milioni di volte dalle stazioni radio dei soli Stati Uniti. L&#8217;album fu un successo mondiale e restò per un anno nelle classifiche americane, rendendo Howard Jones uno dei pochi artisti britannici ad aver realmente sfondato negli Usa. Nel 1986 Howard viene votato come miglior tastierista dell&#8217;anno dalla prestigiosa rivista Rolling Stone. La Warner/Elektra pubblica altri 3 album di questo artista: &#8220;One to one&#8221; (1987), &#8220;Cross that line&#8221; (1988) e &#8220;In the running&#8221; (1992), tutti seguiti da tour mondiali di successo che lo portano anche al Madison Square Garden di New York e al Forum di Los Angeles, veri e propri templi sacri della musica</p>
<p>(Ringraziamo per la recensione <em>Desdemona</em>)</p>
<p>Humans Lib (1984)</p>
<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="50%">1.Conditioning<br />
2. What is Love?<br />
3. Pearl in the Shell<br />
4. Hide and Seek<br />
5. Hunt the Self<br />
6. New Song<br />
7. Don&#8217;t Always Look at the Rain<br />
8. Equality<br />
9. Natural<br />
10. Human&#8217;s Lib<br />
(CD Bonus track: China Dance)</td>
<td> <a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/howardjoneshumanslib-150x150.jpg"></a><a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/howardjoneshumanslib.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-264" style="float: left;" title="howardjoneshumanslib" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/howardjoneshumanslib-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L’album di debutto nel 1984 ha preso il sopravvento nelle classifiche arrivando cosi’ ad occupare il primo posto e a vendere 100.000 copie nella prima settimana dell’uscita del disco. Rimase 57 settimane in classifica.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Dream Into Action (1985)</p>
<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="50%">1.Things Can Only Get Better<br />
2. Life in One Day<br />
3. Dream into Action<br />
4. No One is to Blame<br />
5. Look Mama<br />
6. Assault and Battery<br />
7. Automaton<br />
8. Is There A Difference?<br />
9. Elegy<br />
10. Specialty<br />
11. Why Look For The Key<br />
12. Hunger For The Flesh<br />
(CD Bonus tracks)<br />
Bounce Right Back<br />
Like to Get to Know You Well</td>
<td><a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/howardjonesdreamintoaction.jpg"><img class="alignleft alignnone size-thumbnail wp-image-265" style="float: left;" title="howardjonesdreamintoaction" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/howardjonesdreamintoaction-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Dream Into Action e’ il secondo album di Howard Jones realizzato nel 1985, Si impose al 2 posto nelle Classifiche inglesi<a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/howardjonesdreamintoaction.jpg"></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p> One To One (1986)</p>
<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="50%">1.You Know I Love You&#8230; Don&#8217;t You?<br />
2. The Balance of Love (Give and Take)<br />
3. All I Want<br />
4. Where Are We Going?<br />
5. Don&#8217;t Want to Fight Anymore<br />
6. Step into These Shoes<br />
7. Will You Still Be There?<br />
8. Good Luck, Bad Luck<br />
9. Give Me Strength<br />
10. Little Bit of Snow<br />
11. No One is to Blame</td>
<td> <a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/howardjonesonetoone.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-266" style="float: left;" title="howardjonesonetoone" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/howardjonesonetoone-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>One to One e’ il terzo album realizzato nel 1986. IlCd contiene il singolo di “No one i sto Blame” con Phil Collins alla batteria<a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/howardjonesonetoone.jpg"></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p> Cross That Line (1989)</p>
<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="50%">1. The Prisoner<br />
2. Everlasting Love<br />
3. Powerhouse<br />
4. Last Supper<br />
5. Cross That Line<br />
6. Out of Thin Air<br />
7. Guardians of the Breath<br />
8. Fresh Air Waltz<br />
9. Wanders to You<br />
10. Those Who Move Clouds</td>
<td> <a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/howardjonescrossthatline.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-267" style="float: left;" title="howardjonescrossthatline" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/howardjonescrossthatline-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Dopo 3 anni di Pausa Howard Jones ritorna con il 4 album nel 1989.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p> </p>
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		<title>Debbie Gibson</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Dec 1979 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[1987]]></category>
		<category><![CDATA[1989]]></category>
		<category><![CDATA[1995]]></category>
		<category><![CDATA[Debbie Gibson]]></category>

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		<description><![CDATA[Out of the blue (1987)



1 &#8211; Out Of The Blue
2 &#8211; Staying Together
3 &#8211; Only In My Dreams
4 &#8211; Foolish Beat
5 &#8211; Red Hot
6 &#8211; Wake Up To Love
7 &#8211; Shake Your Love
8 &#8211; Fallen Angel
9 &#8211; Play The Field
10 &#8211; Between The Lines




Eletric Youth (1989)



1 &#8211; Who Loves Ya Baby?
2 &#8211; Lost In Your [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Out of the blue (1987)</p>
<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="60%">1 &#8211; Out Of The Blue<br />
2 &#8211; Staying Together<br />
3 &#8211; Only In My Dreams<br />
4 &#8211; Foolish Beat<br />
5 &#8211; Red Hot<br />
6 &#8211; Wake Up To Love<br />
7 &#8211; Shake Your Love<br />
8 &#8211; Fallen Angel<br />
9 &#8211; Play The Field<br />
10 &#8211; Between The Lines</td>
<td><img style="float: left" src="http://www.anni80.net/images/debbie_blue.gif" alt="" align="top" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Eletric Youth (1989)</p>
<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="60%">1 &#8211; Who Loves Ya Baby?<br />
2 &#8211; Lost In Your Eyes<br />
3 &#8211; Love In Disguise<br />
4 &#8211; Helplessly In Love<br />
5 &#8211; Silence Speaks (A Thousand Words)<br />
6 &#8211; Should&#8217;ve Been The One<br />
7 &#8211; Electric Youth<br />
8 &#8211; No More Rhyme<br />
9 &#8211; Over The Wall<br />
10 &#8211; We Could Be Together<br />
11 &#8211; Shades Of The Past<br />
12 &#8211; We Could Be Together &#8211; (Campfire mix)<br />
13 &#8211; No More Rhyme &#8211; (Acoustic mix)</td>
<td><img style="float: left" src="http://www.anni80.net/images/debbie_ey.gif" alt="" align="top" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Greatest Hits (1995)</p>
<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="60%">1 &#8211; Only In My Dreams<br />
2 &#8211; Electric Youth<br />
3 &#8211; Foolish Beat<br />
4 &#8211; Anything Is Possible<br />
5 &#8211; Staying Together<br />
6 &#8211; Lost In Your Eyes<br />
7 &#8211; Shake Your Love<br />
8 &#8211; No More Rhyme<br />
9 &#8211; Out Of The Blue<br />
10 &#8211; Only In My Dreams &#8211; (extended club mix)<br />
11 &#8211; Shake Your Love &#8211; (club mix)<br />
12 &#8211; Losin&#8217; Myself &#8211; (12&#8243; Masters At Work version)</td>
<td><img style="float: left" src="http://www.anni80.net/images/debbie_gh.gif" alt="" align="top" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Cyndi Lauper</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Dec 1979 22:00:00 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[1980]]></category>
		<category><![CDATA[1983]]></category>
		<category><![CDATA[1986]]></category>
		<category><![CDATA[1989]]></category>
		<category><![CDATA[Cyndi Lauper]]></category>
		<category><![CDATA[Girls Just Want to Have Fun]]></category>
		<category><![CDATA[time after time]]></category>

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		<description><![CDATA[Blue Angel (1980)



1 &#8211; Maybe He&#8217;ll Know
2 &#8211; I Had A Love
3 &#8211; Fade
4 &#8211; Anna Blue
5 &#8211; Can&#8217;t Blame Me
6 &#8211; Late
7 &#8211; Cut Out
8 &#8211; Take A Chance
9 &#8211; Just The Other Day
10 &#8211; I&#8217;m Gonna Be Strong
11 &#8211; Lorraine
12 &#8211; Everybody&#8217;s Got An Angel




She&#8217;s so unusual (1983)



1 &#8211; Money Changes Everything
2 &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Blue Angel (1980)</p>
<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="60%">1 &#8211; Maybe He&#8217;ll Know<br />
2 &#8211; I Had A Love<br />
3 &#8211; Fade<br />
4 &#8211; Anna Blue<br />
5 &#8211; Can&#8217;t Blame Me<br />
6 &#8211; Late<br />
7 &#8211; Cut Out<br />
8 &#8211; Take A Chance<br />
9 &#8211; Just The Other Day<br />
10 &#8211; I&#8217;m Gonna Be Strong<br />
11 &#8211; Lorraine<br />
12 &#8211; Everybody&#8217;s Got An Angel</td>
<td><img style="float: left" src="http://www.anni80.net/images/cyndi_bluan.jpg" alt="" align="top" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>She&#8217;s so unusual (1983)</p>
<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="60%">1 &#8211; Money Changes Everything<br />
2 &#8211; Girls Just Want to Have Fun<br />
3 &#8211; When You Were Mine<br />
4 &#8211; Time After Time<br />
5 &#8211; She Bop<br />
6 &#8211; All Through The Night<br />
7 &#8211; Witness<br />
8 &#8211; I&#8217;ll Kiss You<br />
9 &#8211; He&#8217;s So Unusual<br />
10 &#8211; Yeah Yeah</td>
<td><img style="float: left" src="http://www.anni80.net/images/cindy_unusual.gif" alt="" align="top" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>True Colors (1986)</p>
<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="60%">1 &#8211; Change Of Heart<br />
2 &#8211; Maybe He&#8217;ll Know<br />
3 &#8211; Boy Blue<br />
4 &#8211; True Colors<br />
5 &#8211; Calm Inside The Storm<br />
6 &#8211; What&#8217;s Going On<br />
7 &#8211; Iko Iko<br />
8 &#8211; The Faraway Nearby<br />
9 &#8211; 911<br />
10 &#8211; One Track Mind</td>
<td><img style="float: left" src="http://www.anni80.net/images/cyndi_tc.jpg" alt="" align="top" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>A night to remember (1989)</p>
<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="60%">1 &#8211; Intro<br />
2 &#8211; I Drove All Night<br />
3 &#8211; Primitive<br />
4 &#8211; My First Night Without You<br />
5 &#8211; Like A Cat<br />
6 &#8211; Heading West<br />
7 &#8211; Night To Remember, A<br />
8 &#8211; Unconditional Love<br />
9 &#8211; Insecurious<br />
10 &#8211; Dancing With A Stranger<br />
11 &#8211; I Don&#8217;t Want To Be Your Friend<br />
12 &#8211; Kindred Spirit</td>
<td><img style="float: left" src="http://www.anni80.net/images/cindy_night.gif" alt="" align="top" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>The best remixes (1989)</p>
<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="60%">1 &#8211; Girls Just Want To Have Fun<br />
2 &#8211; She Bop (Special Dance Mix)<br />
3 &#8211; The Goonies &#8216;R&#8217; Good Enough<br />
4 &#8211; Change Of Heart<br />
5 &#8211; What&#8217;s Going On (Club Version)<br />
6 &#8211; Money Changes Everything</td>
<td><img style="float: left" src="http://www.anni80.net/images/cyndi_best.jpg" alt="" align="top" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>Claudio Cecchetto</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Dec 1979 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Cecchetto]]></category>
		<category><![CDATA[Gioca Jouè]]></category>

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		<description><![CDATA[Claudio Cecchetto è stato per tutti noi un vero e proprio mito degli anni 80 perché è stato il creatore del respiro degli anni 80. Lui ha creato Sandy Marton, Tracy Spencer e tantissimi altri personaggi di quegli indimenticabili anni.
E&#8217; stato anche autore della sigla di Sanremo 81 e diventata in breve un tormentone indimenticabile: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Claudio Cecchetto è stato per tutti noi un vero e proprio mito degli anni 80 perché è stato il creatore del respiro degli anni 80. Lui ha creato Sandy Marton, Tracy Spencer e tantissimi altri personaggi di quegli indimenticabili anni.<br />
E&#8217; stato anche autore della sigla di Sanremo 81 e diventata in breve un tormentone indimenticabile: il <em>Gioca Jouè</em>. Si trattava di mandare lanciare dei comandi, al ritmo di musica, agli ascoltatori che li eseguivano mimando i movimenti indicati (Dormire, Mangiare, Nuotare&#8230;)<br />
Dobbiamo a lui inoltre la creazione di Radio DJ, DJ Television e i DJ che adesso siamo abituati ad ascoltare come Linus, ma anche personaggi che da DJ si sono trasformati, tra questi ricordiamo Jerry Scotti ed Amadeus.<br />
In poche parole ci viene spontaneamente da dire GRAZIE CLAUDIO!</p>
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