<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	>

<channel>
	<title>Anni80.net</title>
	<atom:link href="http://www.anni80.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.anni80.net</link>
	<description>Gli anni 80 sono tornati</description>
	<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 12:44:50 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.5.1</generator>
	<language>en</language>
			<item>
		<title>Cinquanta candeline per Simon Le Bon</title>
		<link>http://www.anni80.net/2008/10/27/cinquanta-candeline-per-simon-le-bon/</link>
		<comments>http://www.anni80.net/2008/10/27/cinquanta-candeline-per-simon-le-bon/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 12:43:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[Duran Duran]]></category>

		<category><![CDATA[simon le bon]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.anni80.net/?p=309</guid>
		<description><![CDATA[
Fra grandi successi, addii e reunion, dodici album e trent&#8217;anni sul palco coi Duran Duran, la prima &#8216;boy band&#8217; della storia
Roma, 26 ottobre 2008 - Da sex simbol, idolo e fonte di ispirazione per i teenagers degli anni ‘80, a rievocatore di ricordi nostalgici e di una gioventù spensierata sempre viva nella mente di tanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/10/simon.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-308" style="float: left;" title="simon" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/10/simon.jpg" alt="" width="160" height="140" /></a></p>
<p><em>Fra grandi successi, addii e reunion, dodici album e trent&#8217;anni sul palco coi Duran Duran, la prima &#8216;boy band&#8217; della storia</em></p>
<p>Roma, 26 ottobre 2008 - <strong>Da sex simbol, idolo e fonte di ispirazione </strong>per i teenagers degli anni ‘80, a rievocatore di ricordi nostalgici e di una gioventù spensierata sempre viva nella mente di tanti trent’enni. Erano i tempi dei fiocchi colorati sulle Superga, delle spalline imbottite, dell’Invicta sulle spalle e dei jeans 501 calati quando <strong>Simon le Bon </strong>e i ‘Duran Duran’, si esibivano al Festival di Sanremo con «Wild Boys», mentre una folla di ragazzine urlanti li aspettava fuori dall’Ariston. Da allora, era il 1985, al suo ritorno alla manifestazione canora, quest’anno dopo ben 23 anni, di candeline Simon ne ha spente tante ma la più importante sarà quella di domani, che segnerà i suoi primi cinquant’anni.<br />
<strong>Sicuramente i fan di oggi e di ieri</strong> si preparano a festeggiarlo con tutti gli onori, ma i primi a fargli gli auguri saranno la moglie, l’ex modella Yasmin, sposata con lui da 22 anni e i suoi tre figli: Amber Rose, Saffron Sahara e Tallulah Pine. La formazione è sempre quella storica: Simon Le Bon, John Taylor, Nick Rhodes e Roger Taylor.<br />
Vuoto per Andy Taylor, che ha lasciato la band nel 2006 nel bel mezzo della registrazione di «Red Carpet Massacre» per cause ancora poco chiare.</p>
<p><strong>La nascita di quella che in molti </strong>hanno definito la prima ‘boy band’ risale al 1978, quando i due compagni di liceo, il tastierista Nick Rhodes, dj in un locale di Birmingham, e il chitarrista John Taylor, fondano un gruppo al quale danno il nome di un personaggio del film «Barbarella». A loro si uniscono inizialmente Stephen Duffy, cantante, e Simon Colley, bassista.</p>
<p><strong>Questi ultimi, convinti che il gruppo </strong>non fosse «abbastanza rock», decidono di abbandonarlo quasi subito. Il nuovo cantante, l’ex Tv Eye Andy Wickett, porta con sè il batterista Roger Taylor. I quattro, realizzato un demo con il brano «Girls on film» ma poco dopo perdono Wickett, che forma gli World Service. Così nel 1980 viene ingaggiato uno studente universitario di nome Simon Le Bon.</p>
<p><strong>Intanto arriva come chitarrista Andy Taylor</strong>, e il suo omonimo John passa al basso.<br />
Il primo album, dal titolo «Duran Duran», del 1981, anticipato dal primo singolo, «Planet Earth», si piazza immediatamente in dodicesima posizione nella Top 20 inglese. La canzone diventa la bandiera incontrastata del movimento «new romantic» grazie all’astuzia di Le Bon che nel testo cita questa nuova tendenza. Definizione che verrà estesa ai Visage e agli Spandau Ballet, altri due gruppi storici di quel periodo.<br />
Intanto l’interesse per l’immagine porta i Duran Duran a incaricare il giovane regista Russell Mulcahy di approfondire le potenzialità di un mezzo di espressione nascente, quello dei video musicali, che la neonata Mtv sta proponendo in America.<br />
<strong>Il risultato è una serie di filmati </strong>esotici ed eleganti, realizzati tra Sri Lanka e Antigua, che accompagneranno i singoli successivi, spingendo l’album «Rio» in tutta Europa e, qualche mese dopo, anche negli Usa, dove ottiene il disco di platino. La scalata al successo è rapida: Diana, la Principessa del Galles, dichiara di amare i Duran Duran più di ogni altro gruppo musicale e la stampa inglese li soprannomina «The Fab Five» («i Favolosi Cinque»).</p>
<p><strong>Nel 1984 Nile Rodgers degli Chic </strong>con un abile remix, spinge le vendite del singolo «The reflex», mentre il gruppo insiste sulla strada dei video con il minikolossal «Arena», film-concerto girato da Mulcahy, dal quale verranno ricavati un album dal vivo e il singolo «Wild boys».<br />
Il brano viene portato al Festival di Sanremo del 1985 e in Italia la ‘Duranmania&#8217; raggiunge il suo apice. Ma a fianco delle ragazzine innamorate soprattutto di Simon, e dei ‘paninarì che si definiscono «Wild boys» cresce il fronte compatto di chi non li può soffrire. Un contributo in tal senso viene dato da un instant-book intitolato «Sposerò Simon Le Bon», scritto da Clizia Gurrado, giovanissima figlia di un giornalista dal quale è ricavato un film che molti definiscono «di spettacolare stupidità».<br />
<strong>Intanto, lo stress spinge i cinque</strong> a cercare vie di fuga: Nick pubblica un libro di foto computerizzate, Simon si dà alle avventure in barca a vela (rischiando anche di morire in alto mare), Andy comincia un album solista (con Steve Jones dei «Sex Pistols») e nascono due gruppi paralleli: i Power Station (John, Andy, Robert Palmer e Tony Thompson, con la produzione di Bernard Edwards degli Chic) e gli Arcadia (Simon, Nick e Roger).<br />
Il gruppo si ricompatta grazie al brano portante del film «A view to a kill», della serie di James Bond. Un acuto particolarmente impegnativo contenuto nel pezzo tradirà Simon Le Bon durante il «Live Aid di Philadelphia»: la clamorosa ‘steccaì è un duro colpo per i «Duran Duran» già poco stimato dagli addetti ai lavori.<br />
A fine anno Roger lascia il gruppo a causa dello stress e pochi mesi dopo, Andy non si presenta alle sessions per il nuovo album «Notorious». Con il batterista nasce così una guerra di carte bollate che riduce la band a un trio.</p>
<p><strong>L’album, nonostante l’intensa attività</strong> promozionale e il massacrante tour che nel 1987 li porta anche in sette stadi italiani (il più grande, quello di Milano) non ottiene grandi consensi e in patria raggiunge solo il settimo posto in classifica. In Italia è superato da «Through the barricades» dei rivali Spandau Ballet.<br />
Il disco «Big thing», forse il loro disco più ambizioso dal punto di vista musicale, impallidisce in classifica rispetto a dischi come «Rattle and hum» degli U2 o al debutto di Tracy Chapman, simbolo del rifiuto dell’elettronica, punto di forza dei Duran Duran, e del ritorno a una musica ‘da strada&#8217;.<br />
Quando nel 1990 esce «Liberty», la ‘Duranmania&#8217; ormai è tramontata. Quasi non ci si accorge dell’entrata a pieno titolo nella band del batterista Sterling Campbell e del chitarrista Warren Cuccurullo (già con Frank Zappa e coi Missing Persons). Anche per questo, è con una certa sorpresa che il mondo decreta il successo di «Ordinary world», singolo che nel 1993 traina «The wedding album».</p>
<p><strong>Durante il tour di ritorno Le Bon accusa</strong> gravi problemi alle corde vocali. Nel ‘96 Simon canta «Ordinary world» accanto a Pavarotti a Modena, altra ‘stecca&#8217; in prima serata. Un anno più tardi John Taylor annuncia la propria intenzione di lasciare i Duran. A fine anno esce, solo negli Usa e in Giappone, «Medazzaland», disco che ha un tale fallimento commerciale che il gruppo e la casa discografica non si preoccupano neanche di pubblicarlo in Europa.<br />
<strong>Nel 1998 Le Bon, Rhodes e Cuccurullo </strong>si separano dalla Emi, e Campbell dai Duran Duran. Il 2003 segna il venticinquesimo anniversario dei Duran Duran e la ‘reunion’ della formazione originale, festeggiata con una serie di concerti di grande successo, dall’America al Giappone, dall’Australia alla Nuova Zelanda. Nel 2004 esce per la Sony un nuovo album di inediti, «Astronaut», seguito da un altro tour.</p>
<p><strong>Nel 2006 Andy Taylor abbandona la band,</strong> costringendola a iniziare da capo il lavoro al nuovo disco che arriva finalmente nell’autunno 2007: «Red carpet massacre» è il nuovo album di studio, a cui partecipano anche Justin Timberlake e Timbaland. L’album esce sul mercato italiano il 16 novembre e viene salutato in tutto il mondo da recensioni particolarmente favorevoli. Tra le canzoni ci sono «Nite Runner» (con Timbaland e Timberlake) e il singolo «Falling Down», con il quale lo scorso anno i Duran Duran hanno partecipato in qualità di ospiti al Festival di Sanremo.</p>
<p>Articolo tratta da <a href="http://quotidianonet.ilsole24ore.com/musica/2008/10/26/128265-cinquanta_candeline_simon.shtml" target="_blank">Quotidiano.net</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.anni80.net/2008/10/27/cinquanta-candeline-per-simon-le-bon/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Moda giovane: si torna agli anni&#8217;80, arrivano i «paninari del 2000»</title>
		<link>http://www.anni80.net/2008/10/24/moda-giovane-si-torna-agli-anni80-arrivano-i-%c2%abpaninari-del-2000%c2%bb/</link>
		<comments>http://www.anni80.net/2008/10/24/moda-giovane-si-torna-agli-anni80-arrivano-i-%c2%abpaninari-del-2000%c2%bb/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 12:29:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[I nostri ricordi]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[moda]]></category>

		<category><![CDATA[paninari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.anni80.net/?p=305</guid>
		<description><![CDATA[La moda giovane guarda al recente passato agli anni &#8216;80 e ai primi anni &#8216;90. Preparatevi quindi perchè stanno per arrivare i paninari del 2000: ecco allora il ritorno ai pantaloni stretti abbinati con scarpe alte, le snikers e le mitiche &#8220;pump&#8221;. Anche per l&#8217;inverno sarà come sempre un tripudio di t-shirt, con tutte le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left; margin: 5px; border: 0px;" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/10/gallo_paninaro.jpg" alt="" width="200" />La moda giovane guarda al recente passato agli anni &#8216;80 e ai primi anni &#8216;90. Preparatevi quindi perchè stanno per arrivare i paninari del 2000: ecco allora il ritorno ai pantaloni stretti abbinati con scarpe alte, le snikers e le mitiche &#8220;pump&#8221;. Anche per l&#8217;inverno sarà come sempre un tripudio di t-shirt, con tutte le fantasie e i colori soprattutto accessi dal latte-menta al rosso e al blu. Colori forti soprattutto per le ragazze che non abbandonano i jeans a cavallo basso ma senza esagerare. Per i ragazzi il boxer colorato fa tendenza, da abbinare alla t-shirt per la disco o la serata al pub con gli amici. Out invece polo e maglioni che lasciano il posto a comodi cardigan. Una moda streetwear ispirata alla musica elettronica, a cui anche le linee fashion continuano a guardare con grande interesse. Passando agli accessori va segnalato come torna in auge la cintura con fibbione sia tra i maschi che tra le fanciulle (che non disdegnano borse e borsette dai mille colori). Vero cult invece diventa il cappellino con visiera da vestire, &#8220;girato&#8221;, in ogni occasione.</p>
<p>Articolo preso da <a href="http://www.giornaledicomo.it/leggi.php?artID=897855">http://www.giornaledicomo.it/leggi.php?artID=897855</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.anni80.net/2008/10/24/moda-giovane-si-torna-agli-anni80-arrivano-i-%c2%abpaninari-del-2000%c2%bb/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Il ritorno di Grace Jones</title>
		<link>http://www.anni80.net/2008/07/27/il-ritorno-di-grace-jones/</link>
		<comments>http://www.anni80.net/2008/07/27/il-ritorno-di-grace-jones/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Jul 2008 15:06:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.anni80.net/?p=304</guid>
		<description><![CDATA[Androgina e sensuale, diciannove anni fa, cantava la hit dance «Love on Top of Love». Ora Grace Jones è tornata e, nel nuovo video di «Corporate Cannibal», si è trasformata in mostro di metallo che si specchia in uno schermo deformante. Su una tempesta di suoni elettronici ripete con la voce suadente: «Sono la scintilla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/07/04.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-302" style="margin: 5px; float: left;" title="Grace Jones" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/07/04.jpg" alt="" /></a><em></em>Androgina e sensuale, diciannove anni fa, cantava la hit dance «Love on Top of Love». Ora Grace Jones è tornata e, nel nuovo video di «Corporate Cannibal», si è trasformata in mostro di metallo che si specchia in uno schermo deformante. Su una tempesta di suoni elettronici ripete con la voce suadente: «Sono la scintilla che farà esplodere il mondo. Corporate cannibal, criminale digitale, ti mangio come un animale».<br />
A sessant&#8217;anni rimane la pantera della disco music e non ha nessuna intenzione di abdicare. «Sono nata per essere una star», scrive sul suo sito internet dove ha ammucchiato le fotografie delle sue mille metamorfosi. E promette: «Continuerò a truccarmi e a scrivere. le mie canzoni sono come piccole storie». Ha mantenuto la parola: sta per pubblicare un nuovo album, «Hurricane». Uscirà il 24 ottobre, fra i collaboratori spiccano i nomi di Brian Eno e Sly &amp; Robbie. Intanto Grace ha ripreso a farsi vedere sul palco: di recente si è esibita con i Massive Attack al Meltdown Festival di Londra, ieri ha cantato al Secret Garden Party Festival di Huntingdon, in Inghilterra. Qualche volta porta in scena anche il figlio Paulo che suona i bonghi. Voce da contralto, modella, attrice ma soprattutto icona trasgressiva, Grace Mendoza (è il suo vero nome) arriva dalla giamaicana Spanish Town. Il papà era un predicatore che, a metà degli anni Sessanta, si trasferì con tutta la famiglia a Syracuse, nello stato di New York. «Ero l&#8217;unica ragazza nera di tutto il liceo. All&#8217;inizio volevo diventare un&#8217;insegnante di lingue. Parlo francese, spagnolo, giapponese, italiano e tedesco. È cambiato tutto quando incontrai il mio insegnante di recitazione».</p>
<p>Dopo il diploma se ne andò a New York dove cominciò a lavorare come modella. «Mi piaceva, ma ero attratta dalla musica. Così iniziai a cantare alle feste, sui tavoli. Qualcuno mi notò e capì che poteva fare dei soldi». Provocatoria, fin dagli esordi, alla fine degli anni Settanta, quando sconvolgeva le notti newyorkesi indossando tute di lattex nero e facendo schioccare frustini sadomaso. «Sono sempre stata una ribelle. Me ne frego delle regole» la sua filosofia. Le sue performance la resero celebre nell&#8217;ambiente gay, conobbe Andy Warhol e ne diventò amica e musa. Cranio rasato, trucco aggressivo e abiti assurdi la Jones si costruì addosso una «maschera», che con il tempo diventò meno scioccante e più «artistica». Ma sollevò interrogativi sulla sua identità sessuale. «La mia immagine dovrebbe spaventare gli uomini, così solo i migliori si fanno avanti». La sua carriera è costellata di successi dance: «I Need a Man», «La Vie en rose», «Slave to the Rhythm». È stata meno fortunata come attrice anche se ha vestito i panni della cattiva in A View to a Kill (1985), togliendosi lo sfizio di prendere a pugni James Bond. A metà degli anni Ottanta Grace imbocca il suo viale del tramonto, colpa di gravi problemi finanziari. L&#8217;album «Bulletproof Heart» nel 1989 era stato l&#8217;ultimo fuoco. Poi il silenzio. Fino a oggi.</p>
<p>Articolo tratto da <a href="http://www.corriere.it/spettacoli/08_luglio_27/grace_jones_60_anni_6ef7a2d8-5b89-11dd-b836-00144f02aabc.shtml" target="_blank">http://www.corriere.it/spettacoli/08_luglio_27/grace_jones_60_anni_6ef7a2d8-5b89-11dd-b836-00144f02aabc.shtml</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.anni80.net/2008/07/27/il-ritorno-di-grace-jones/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Duran Duran sul palco a Ravenna</title>
		<link>http://www.anni80.net/2008/07/20/duran-duran-sul-palco-a-ravenna/</link>
		<comments>http://www.anni80.net/2008/07/20/duran-duran-sul-palco-a-ravenna/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 09:53:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[Duran Duran]]></category>

		<category><![CDATA[simon le bon]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.anni80.net/?p=300</guid>
		<description><![CDATA[Simon Le Bon e compagni hanno infiammato il Pala De Andrè il 18 luglio, davanti a una platea di oltre cinquemila fans. Qualche pezzo nuovo ma soprattutto tanti successi del passato rinfrescati da nuovi e graffianti arrangiamenti, presentati dagli idoli delle ragazzine degli anni &#8216;80 in oltre due ore di musica.
Gli anni passano ma la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="sommario"><a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/07/lebon.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-299" title="lebon" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/07/lebon.jpg" alt="" width="210" height="90" /></a>Simon Le Bon e compagni hanno infiammato il Pala De Andrè il 18 luglio, davanti a una platea di oltre cinquemila fans. Qualche pezzo nuovo ma soprattutto tanti successi del passato rinfrescati da nuovi e graffianti arrangiamenti, presentati dagli idoli delle ragazzine degli anni &#8216;80 in oltre due ore di musica.</div>
<p>Gli anni passano ma la verve dei Duran Duran è ancora a mille. Il concerto tenuto al Pala De Andrè di Ravenna venerdì 18 luglio ha visto <strong>Simon Le Bon</strong> scatenarsi in oltre due ore di spettacolo, con al fianco gli immancabili <strong>Taylor (John e Roger)</strong> e <strong>Nick Rhodes</strong> alle tastiere, più sax e vocalis di arricchimento.</p>
<p>Tantissimi i successi del passato, da &#8220;Save a prayer&#8221; a &#8220;Wild Boys&#8221;, riarrangiati in chiave contemporanea.</p>
<p>Un Le Bon in piena forma, fisica e vocale, ha ringraziato Ravenna e l&#8217;Italia per il grande successo del gruppo riscosso negli anni, omaggiando la Romagna anche con il ricordo di <strong>Federico Fellini</strong>.</p>
<p>Con un finale a sopresa, remixando il &#8220;po-po-po&#8221; in stile mondiali di calcio, mescolato al loro brano &#8220;Rio&#8221;. <!-- OAS AD 'Middle' - gestione 180x150 square inside --></p>
<div id="adMiddle" style="display: none;"><em>Articolo tratto da </em><a href="http://ilforomagna.repubblica.it/dettaglio/Duran-Duran-sul-palco-a-Ravenna-Il-ritorno-degli-idoli-anni-80/1490223?edizione=EdRegionale" target="_blank"><em>Il Fò Romagna </em></a><em>del 19 luglio</em><script type="text/javascript"></script></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.anni80.net/2008/07/20/duran-duran-sul-palco-a-ravenna/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Nostalgia patologica? No, il nostro è male comune a molti</title>
		<link>http://www.anni80.net/2008/06/27/nostalgia-patologica-no-il-nostro-e-male-comune-a-molti/</link>
		<comments>http://www.anni80.net/2008/06/27/nostalgia-patologica-no-il-nostro-e-male-comune-a-molti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 13:41:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[I nostri ricordi]]></category>

		<category><![CDATA[bon jovi]]></category>

		<category><![CDATA[Cyndi Lauper]]></category>

		<category><![CDATA[Madonna]]></category>

		<category><![CDATA[pink floyd]]></category>

		<category><![CDATA[u2]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.anni80.net/?p=297</guid>
		<description><![CDATA[Riceviamo da Erika questo ricordo.
Quando navigando in rete ho trovato questo sito mi sono consolata. Le mie amiche ed io non siamo nostalgiche patologiche, il nostro è male comune a molti…
Perché noi ultra trentenni abbiamo cosi tanta nostalgia degli anni 80?
Non basta che qeull’epoca ci manca perché eravamo giovani (adesso mica siamo vecchi); io penso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo da Erika questo ricordo.</p>
<p>Quando navigando in rete ho trovato questo sito mi sono consolata. Le mie amiche ed io non siamo nostalgiche patologiche, il nostro è male comune a molti…<br />
Perché noi ultra trentenni abbiamo cosi tanta nostalgia degli anni 80?<br />
Non basta che qeull’epoca ci manca perché eravamo giovani (adesso mica siamo vecchi); io penso di avere nostalgia di un’epoca di grande leggerezza. Si arrivava da anni bui, quello era il primo vero benessere vissuto in Italia da secoli, oserei dire.<br />
E se ben ricordo c’era una voglia pazzesca di divertirsi…<br />
Sono nata nel 1974 e il primo disco che ho comprato in vita mia, manco a dirlo, era “Girls just wanna have fun” di Cindy Lauper.<br />
Sì, era il momento in cui si pensava che Cindy Lauper fosse una vera cantante e Madonna un fenomeno passeggero. Tempo un anno ed è parso chiaro chi fosse la vera Regina.<br />
Cosi tutte noi ci siamo comprate rossetti dal nome improbabile (tipo “Forever fucsia”), top di pizzo che la mamma ci costringeva a indossare con sotto la maglia della salute e i tipici braccialetti di caucciù, che i nostri padri definivano “guarnizioni da idraulico”.<br />
Ci si andava anche in spiaggia con quella roba e i polsi non si abbronzavano mai.<br />
Altri immancabili ammennicoli-feticci: le spalline sotto le maglie, le magliette, i bikini, insomma non si usciva senza spalline; la permanente, la frangetta sulla fronte alta alta, tenuta su con chili di lacca… c’era chi si portava la lacca anche dentro le discoteche.<br />
Già, le discoteche. A 15 anni noi ci andavamo di pomeriggio in tram, e il massimo della trasgressione erotica era limonare sui divanetti al buio. Non c’erano le cubiste, la selezioni all’ingresso, le liste dei PR, gli alcolici e le pasticche. Solo coca cola e musica degli U2, degli Skorpions, dei Bon Jovi… (si, lo ammetto, frequentavo le discoteche dove la musica era davvero tamarra!!).<br />
L’abbigliamento era uguale per tutte: jeans, body aderente con spalline e chili di trucco. A vedere oggi le foto di allora mi accorgo che avevamo tutte l’aspetto di prostitute appena picchiate dai magnaccia: ma in quegli occhi bistrati avevamo un candore che non trovo nelle adolescenti di oggi.<br />
Per vedere gli amici bastava stabilire che il ritrovo della compagnia era una certa panchina ai giardini pubblici; se cercavi qualcuno andavi li e prima o poi lo trovavi. Magari aspettavi un’ora o due, (non avevamo di certo il cellulare per tempestarci di “Dove sei? Quando arrivi?”), ma poi qualcuno che conoscevi prima o poi passava e il pomeriggio era risolto.<br />
Poi erano i primi anni di consumismo, ma poi fino ad un certo punto.<br />
Mi ricordo di aver pregato mia madre di comprarmi un certo paio di jeans, i Closed si chiamavano che erano, allora, roba da fighi. Due bande di jeans più scuro a lato della gamba e una sottile scritta bianca, per la cifra spropositata di 80.000 lire.<br />
Mia madre è sbiancata e mi ha fatto giurare che li avrei “sfruttati” davvero.<br />
Ma non era un problema: le mode nascevano veloci ma duravano a lungo.<br />
I jeans, anche se li strapagavi potevi portarli per alcuni anni senza smettere di essere “figo”. Oggi con 40 euro ti compri un paio di jeans da Zara, sei nessuno con quelli addosso e dopo sei mesi, un anno al massimo, sono passati di moda e se te li metti sei uno sfigato. Quindi li butti e ne compri un altro paio.<br />
I Closet, giuro, li ho sfruttati davvero: dopo anni li ho tagliati, sfrangiati in fondo e usati come bermuda per ancora un paio di stagioni.<br />
Fatelo con un jeans di oggi e vi restano in mano i pezzi.<br />
Quando mi sento dire che gli 80’s erano trash posso essere d’accordo, si, magari da un punto di vista estetico e mediatico, ma allora c’era un qualcosa che oggi non c’è più.<br />
C’era la fiducia in una sorta di benessere che pareva essere duraturo ed esponenziale. Eravamo un po’ ricchi ma lo saremmo stati sempre di più.<br />
Io ricordo che mi permettevo di sognare che avrei avuto un lavoro meraviglioso, avrei guadagnato un sacco di soldi che avrei speso e speso e speso.<br />
Chiedete ad un ventenne di oggi come vede il suo futuro, economico e professionale…<br />
D’altro canto era normale per noi ragazzi fare certi pensieri, erano i tempi in cui i nostri padri, magari operai Fiat, mantenevano un’intera famiglia, moglie a casa e uno o due figli all’università.<br />
Oggi due impiegati faticano ad arrivare a fine mese e ci pensano mille volte prima di fare un figlio.<br />
Insomma, non era di certo solo la televisione piena di telefilm e serie americane e di drive in e di cartoni animati giapponesi a darci fiducia nel futuro e leggerezza del presente: era il clima che si respirava in questo paese.<br />
Un clima pre-globalizzato, pre-terrorismo islamico (ma post terrorismo rosso) pre- minaccia cinese… al massimo iniziavamo a guardare il cielo chiedendoci che cos’era l’ozono.<br />
Un giorno è addirittura crollato il muro di Berlino e tutto, ma proprio tutto, sembrava davvero possibile.<br />
Se penso ai miei nipoti, oggi, che crescono con ben altre immagini in tv: le torri gemelle in frantumi, le bombe in metropolitana&#8230;<br />
Forse loro fra 15 anni avranno ancora quello in testa, mentre io ho avuto “Forever Fucsia”, “Like a Virgin” e i Pink floyd che suonavano a cavallo di un muro che poi è andato giù…</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.anni80.net/2008/06/27/nostalgia-patologica-no-il-nostro-e-male-comune-a-molti/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Il primo amore non si scorda mai</title>
		<link>http://www.anni80.net/2008/06/17/il-primo-amore-non-si-scorda-mai/</link>
		<comments>http://www.anni80.net/2008/06/17/il-primo-amore-non-si-scorda-mai/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 14:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[I nostri ricordi]]></category>

		<category><![CDATA[skate]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.anni80.net/?p=293</guid>
		<description><![CDATA[Andrea ci ha scritto il suo ricordo degli anni 80. Lo pubblichiamo volentieri e invitiamo tutti a fare altrettanto.
1989
Un anno anche simbolico,
sono successe molte cose nell’ ‘89, non sto qui a elencarvele tutte, resta comunque il fatto che è l’ultimo anno di un decennio, un decennio particolare, come molti nostalgici (e non) sanno bene.
Gli anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Andrea ci ha scritto il suo ricordo degli anni 80. Lo pubblichiamo volentieri e invitiamo tutti a fare altrettanto.</em></p>
<p>1989</p>
<p>Un anno anche simbolico,</p>
<p>sono successe molte cose nell’ ‘89, non sto qui a elencarvele tutte, resta comunque il fatto che è l’ultimo anno di un decennio, un decennio particolare, come molti nostalgici (e non) sanno bene.</p>
<p>Gli anni 80 ragazzi, “gli anni 80 ci hanno fatto sognare, ed è per questo, che non li dimenticheremo mai”, questa è la frase di chiusura di uno dei fumetti che ho amato di più, Kimagure Orange Road, fumetto poi diventato cartoon di grande successo e (mal) trasposto in Italia con un titolo che definire idiota è eufemistico: “E’ quasi magia Johnny“.</p>
<p>Va beh, inizia diventare troppo nostalgico, e anche questo post vuole esserlo, non posso abbandonarmi a tutti i ricordi d’infanzia.</p>
<p>Dicevamo, il 1989, una data importante, per me, allora undicenne. Fu l’anno in cui comprai la mia prima tavola professionale. Di che sto parlando? Ma di skate naturalmente.</p>
<p>Ma andiamo con ordine.</p>
<p>Uno skate in casa mia c’è sempre stato, ho una foto di me ad 1 anno che sto seduto sopra una tavola, è una tavola di quelle anni 70, larga una decina di centimetri, lunga una 50, tutta piatta a forma ellittica, forse tutto è partito da questo, chissà…sta di fatto che sto skate, che era di mio cugino, di 8 anni più grande di me, girava in casa già dalla mia nascita, ma ovviamente non l’ho cagato mai molto, d’altronde era quasi un miracolo reggercisi in piedi, e improponibile andarci in strada. L’unica attività che svolgeva era farmi compagnia nelle ore di noia delle estati pomeridiane, quando non sapendo che fare mi spingevo avanti e indietro nella loggetta di casa. La stessa funzione la svolse un “banana” (ho scoperto che è simpaticamente chiamata così solo ora) cioè uno skate tutto in plastica,dai colori improponibili (giallo fluò) altrettanto piccolo, ma con un po di rialzo verso la coda, che, data la natura del materiale (da quel che mi ricordo) fece presto una brutta fine…Ma qualcosa intanto stava cambiando.</p>
<p>Non ricordo esattamente quale fu l’attimo che mi spinse a voler approfondire il rapporto con quella tavola con le ruote, e nemmeno il perché, certo all’epoca lo skateboarding era in uno dei suoi boom di popolarità più clamorosi, ma capirete, in un piccolo paesello della provincia marchigiana, non è che le cose arrivassero tanto in fretta, fatto sta che iniziai ad appassionarmi a quell’oggetto che comunque rimaneva un passatempo. Forse il fatto che nel frattempo era stato costruito un campetto al quarzo con lo specifico intento di essere usato come pista di pattinaggio (e per le partite di calcetto), ed il fatto che un’estate (quella di 2 anni prima credo) la passai a pattinare imparando velocemente forse contribuì…comunque, tanto fù che questa mia nuova passione mi spinse a bussare nuovamente alle tasche della mia famiglia, e (per Natale credo, ma non sono sicuro) ebbi uno skate “vero”, cioè una tavola dalle dimensioni giuste, in legno, con la coda alzata il giusto e la carta vetrata per non scivolare sopra., anche le ruote erano nettamente migliori, e i carrelli larghi, insomma un vero gioellino marcato Arcofalc.</p>
<p>A dire il vero anche con questo “giocattolino” (ora so che è un giocattolo, allora pensavo fosse il massimo) ci facevo poco, però iniziai a spingermici per le vie del paesello (erano più le volte che lo portavo a braccio, viste le condizioni – che ci sono tutt’ora!!! – dell’asfalto) sognando di essere sulle strade della California, assieme al mio amico Walter, che abitava vicino a me e con il quale condividevo ogni nuova scoperta…belle sensazioni.</p>
<p>I ricordi qui in generale mi si fanno confusi, non so se venne prima “USA Today” (mitico programma con l’allora sconosciuto – invece adesso…- Giorgio Mastrota ) che dava spesso 5 minuti di video di skate assieme alle altre novità provenienti dagli states, o “California skate“, o la più grossa scoperta dell’anno: il mitico giornalino “SKATE!” !!!!!!</p>
<p>A dire il vero, pensando alla cinematografia credo che l’amore per la tavola sia nato proprio guardando film, prima di California skate infatti (che è dell’ ‘89) ci fu un altro film che traviò le nostri giovani menti, in cui per la prima volta vidi “le acrobazie” fatte on the board, “Scuola di Polizia 4” (ve lo ricordate? Quello con Zed…)</p>
<p>Ricordo perfettamente però quella mattina d’estate in cui mi recai all’edicola vicino casa e vidi per la prima volta questo incredibile giornale che parlava interamente di skateboard: “SKATE!” appunto. Non vi dico l’emozione! Immediatamente lo comprai e corsi da W. a farglielo vedere, mi sa che siamo stati lì tutta la mattina a vedere e a commentare quello che ci pareva il giornale più fico del mondo (scoprimmo solo dopo che era na schifezza assurda, pubblicata dal direttore del “paninaro”, e che in giro c’era di molto meglio come per esempio XXX…va beh…). Le foto delle evoluzioni incredibili, i nomi dei pro americani, Tony Hawk, Tommy Guerrero, Christian Hosoi, Steve Caballero, i nomi dei trick (scoprimmo che si chiamavano così le evoluzioni), e…le tavole, ragazzi, le tavole…mica erano come le nostre quelle, no…erano diverse, erano tavole professionali.</p>
<p>Quell’ infimo giornale ebbe un merito: introdurci nel mondo dello skateboarding vero.</p>
<p>Da lì in poi iniziammo a capire che le possibilità con la tavola erano molto ampie, che c’era tutto un mondo da scoprire, un mondo di mode anche, certo, ma anche un mondo di autentica passione e sudore. Nei mesi successivi leggevamo sempre suddetta rivista, e ci ritrovavamo a skateare in giro per il paese, suscitando talvolta quella curiosità tipica di chi, abitando in un piccolo posto certe cose le ha solo viste in tv, o di chi aveva sempre visto lo skate come un giocattolo da casa. Togliemmo tutte le varie plasticacce agli skate (dovete sapere che all’epoca vendevano le tavole oggi dette “a pesce” complete di qualsivoglia, spesso inutile, protezione) ed io addirittura, col supporto di mio cugino , lo scartavetrai e lo riverniciai tutto, disegnandoci sotto un teschio con l’elmetto, cioè la copia di una grafica di una tavola famosa all’epoca. Nel frattempo cercavamo di imparare le manovre: passavamo interi pomeriggi a fare l’Ollie (cioè il salto…va beh, chi è andato almeno 1 volta in skate, o conosce skaters sa di che parlo), che cazzo, proprio non voleva venire, il tip tap, ecc… non avevamo gente più brava ad insegnarci, vedevamo le riviste (su SKATE! c’era anche la rubrica “lesson in skate”) e quei 5 minuti di video al giorno, ma tanto bastava.</p>
<p>Non ricordo quando o come, si unirono quasi da subito altri 2 ragazzi , anche loro del quartiere, Luca e Vincenzo, così iniziammo ad essere una “brigade” (come andava di moda dire all’epoca) con le nostre skateate di interi pomeriggi sotto il sole, il nostro linguaggio che ci differenziava da tutti gli altri preadolescenti che giocavano a calcio e seguivano le mode, con le nostre mode, i nostri idoli, e probabilmente con la “nostra” consapevolezza che eravamo nati nel posto sbagliato…</p>
<p>C’è da dire che la scena skate in Italia c’era, si stava formando, stavano vedendo su nomi che adesso sono conosciuti (Papik Rossi, Matteo Di Nisio, gli Zattoni ecc..), e che già all’epoca facevano trick che noi non sapevamo nemmeno esistessero, c’era qualche skate park rudimentale sparso per la penisola, contest, tour di pro americani ecc… ma tutto questo non ci riguardava, in qualche modo eravamo tagliati fuori, questo fece si che progredimmo molto poco, che (in verità) non sapevamo una fava di skate, ma tanto bastava, questo, forse, ci fece vivere inconsciamente un sogno, non eravamo ancora smaliziati, in qualche modo rese “mitico” e “onirico” quel periodo, almeno a guardarlo con gli occhi di adesso.</p>
<p>Comunque sia, andando avanti ci accorgemmo tutti che gli skate che avevamo proprio non andavano, bisognava passare a qualcosa di più, bisognava comprare delle tavole “pro”. Ora, il prezzo di una tavola all’epoca si aggirava sulle 100 mila lire, una 50ina per i truck (se non ricordo male) altrettanto per le ruote, più qualcosina per viti e cuscinetti (da prender rigorosamente in ferramenta). Insomma, era una bella cifra per noi poveri pischelli. Iniziammo a risparmiare.</p>
<p>Non ricordo ora esattamente chi comprò per primo l’attrezzatura pro, ricordo però l’emozione che provai io ad entrare nel negozio a prendere la mia tavola…ovviamente ero accompagnato da una parte consistente dei membri della famiglia (vista la spesa), e mi aggiravo in quel paradiso con sguardo ebete e trasognante. Il negozio non era specializzato, tutt’altro, semplicemente sfruttava l’ondata della moda skate vendendo 5-6 tavole e qualche ruota, ma tant’è, pur fra quei pochi esemplari la mia scelta era indecisissima.. non sapevo quale scegliere, c’era già (se non ricordo male) la “double deck” della Vision, che poi comprò Vincenzo e una Santa Cruz che già dalle foto viste sui giornali mi piaceva un bel po. Alla fine, scelsi una Caballero della Powell Peralta, rossa fiammante, con un dragone verde disegnato sotto, e la scritta gialla al lato. Ah che emozioni, tenerla in mano così nuova, odorante di legno, lucida….</p>
<p>A casa me la riguardavo e la toccavo, fra gli sguardi a metà tra il contento e il pietistico dei miei parenti, non ricordo bene, ma forse ci andai anche a dormire…</p>
<p>Quando montai il tutto stetti bene attento a mettere il grip, in modo che ci fosse lo stacco e una parte della tavola rimanesse “nuda”: lo stemma della Powell sopra si doveva vedere (era usanza così), per quanto riguarda i truck usai quelli dell’Arcofalc e le ruote quelle dei pattini (erano buone, poi erano questi i consigli del sopracitato giornalino), finalmente avevo il mio skate “pro”! Su insistenza di qualche mio familiare ci misi anche i rail pad (si chiamano così?) delle stecche di plastica (anche quelle recuperate dall’Arcofalc, che fra l’altro s’era spezzato pure una settimana prima) che si fissavano con le viti sotto la tavola, ai lati per slidare meglio ed proteggere la grafica…</p>
<p>Così pronto uscii per la prima raidata ufficiale, di collaudo. Ovviamente subito ci furono i dibattiti ed i commenti di rito, ricordo che quel giorno non provai nemmeno ad ollare per non rovinare subito la tavola…</p>
<p>Dopo qualche mese comprai anche i truck (dei Gullwing), e infine delle ruote da skate, un anno dopo ricomprai l’intero set up, ma questa è un’altra storia.</p>
<p>Chi non ha mai skateato (specie in quegli anni, e a quell’età) non può capire cosa si prova a girarsela con la tavola nuova sotto i piedi, la prima tavola vera. Forse sarà la stessa cosa di avere una bicicletta nuova potrebbe dire qualcuno, beh, no; di biciclette nuove ne ho avute, lo skate è un’altra cosa, in bici vanno tutti, in skate no. Paradossalmente somiglia di più alla prima uscita “ufficiale”con la propria ragazza , mano nella mano, quando hai 14 anni (ma anche dopo), e come non si scorda la prima ragazza di cui ci si è innamorati follemente, così non si scorda la prima tavola avuta, quella con cui poi suderai di brutto, quella con cui ti arrabbierai e prenderai a calci quando “non fa quello che deve” sotto i tuoi piedi, quella che forse un giorno si spezzerà, quella di cui dopo un po non ti fregherà più molto di conservargli la grafica, pur di imparare i trick, quella che verrà soppiantata poi, con altre tavole migliori, che avranno più nose, che saranno più leggere, quella che forse scorderai in qualche scantinato quando non skaterai più, quella che comunque, non potrai mai, mai smettere di amare.</p>
<p>Buona skateata a tutti/e</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.anni80.net/2008/06/17/il-primo-amore-non-si-scorda-mai/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Yazoo</title>
		<link>http://www.anni80.net/2008/06/14/yazoo/</link>
		<comments>http://www.anni80.net/2008/06/14/yazoo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 09:16:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

		<category><![CDATA[1982]]></category>

		<category><![CDATA[1983]]></category>

		<category><![CDATA[alison moyet]]></category>

		<category><![CDATA[yazoo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.anni80.net/?p=287</guid>
		<description><![CDATA[Formazione: VINCE CLARKE (sintetizzatori)- ALISON MOYET (vocalist)
Yazoo e’ un duo synthpop formatosi nel tardo 1981a Basildon (Essex) dopo che VINCE CLARKE lascia i DEPECHE MODE e si aggrega ad ALISON MOYET dopo aver trovato un suo annuncio su una rivista specializzata.
La band non ha avra’ lunga vita per divergenze di orientamenti musicali. Il nome deriva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/yazoo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-288" style="float: left;" title="yazoo" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/yazoo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Formazione: VINCE CLARKE (sintetizzatori)- ALISON MOYET (vocalist)</p>
<p>Yazoo e’ un duo synthpop formatosi nel tardo 1981a Basildon (Essex) dopo che VINCE CLARKE lascia i DEPECHE MODE e si aggrega ad ALISON MOYET dopo aver trovato un suo annuncio su una rivista specializzata.</p>
<p>La band non ha avra’ lunga vita per divergenze di orientamenti musicali. Il nome deriva da un’etichetta di alcuni album di vecchio blues : YAZOO RECORDS. Firmarono un contratto con la MUTE RECORDS in Inghilterra e con la SIRE RECORDS negli STATI UNITI . Il primo approccio negli US fu un vero disastro poiché si ritrovarono a dover affrontare una causa che gli costò 3 millioni e mezzo di sterline per uso del nome gia’ utilizzato da un’ altro gruppo rock americano, infatti furono ribattezzati YAZ (solo negli USA). Incidono solo due album prima dello scioglimento ma di grande successo. ALISON MOYET continuera’ la sua carriera da solista mentre VINCE CLARKE fondera’ gli ERASURE.<br />
(Ringraziamo Desdemona per la recensione)</p>
<p>UPSTAIRS AT ERIC’S Released 1982</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td width="50%" valign="top">Mute RECORDS<br />
1. &#8220;Don&#8217;t Go&#8221; (Vince Clarke) - 3:08<br />
2. &#8220;Too Pieces&#8221; (Clarke) - 3:14<br />
3. &#8220;Bad Connection&#8221; (Clarke) - 3:20<br />
4. &#8220;I Before E Except After C&#8221; (Clarke) - 4:36<br />
5. &#8220;Midnight&#8221; (Alison Moyet) - 4:22<br />
6. &#8220;In My Room&#8221; (Clarke) - 3:52<br />
7. &#8220;Only You&#8221; (Clarke) - 3:14<br />
8. &#8220;Goodbye 70&#8217;s&#8221; (Moyet) - 2:35<br />
9. &#8220;Tuesday&#8221; (Clarke) - 3:22<br />
10. &#8220;Winter Kills&#8221; (Moyet) - 4:06<br />
11. &#8220;Bring Your Love Down (Didn&#8217;t I)&#8221; (Moyet) - 4:40SIRE RECORDS<br />
1. &#8220;Don&#8217;t Go&#8221; (Vince Clarke) - 3:08<br />
2. &#8220;Too Pieces&#8221; (Clarke) - 3:14<br />
3. &#8220;Bad Connection&#8221; (Clarke) - 3:20<br />
4. &#8220;I Before E Except After C&#8221; (Clarke) - 4:36<br />
5. &#8220;Midnight&#8221; (Alison Moyet) - 4:22<br />
6. &#8220;In My Room&#8221; (Clarke) - 3:52<br />
7. &#8220;Only You&#8221; (Clarke) - 3:14<br />
8. &#8220;Goodbye 70&#8217;s&#8221; (Moyet) - 2:35<br />
9. &#8220;Winter Kills&#8221; (Moyet) - 4:06<br />
10. &#8220;Bring Your Love Down (Didn&#8217;t I)&#8221; (Moyet) - 4:40</td>
<td valign="top"><a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/yazoo-upstairs-at-erics.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-289" style="float: left;" title="yazoo-upstairs-at-erics" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/yazoo-upstairs-at-erics-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>E’ il primo album della band si classifica al 2° posto in Inghilterra e al 92° negli Stati Uniti , contiene inoltre i successi DON’T GO , SITUATION e ONLY YOU, dove permangono in classifica per parecchie settimane.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>YOU AND ME BOTH Released 1983</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td width="50%" valign="top">MUTE RECORDS<br />
1. &#8220;Nobody&#8217;s Diary&#8221; (Moyet) - 4:30<br />
2. &#8220;Softly Over&#8221; (Clarke) - 4:01<br />
3. &#8220;Sweet Thing&#8221; (Moyet) - 3:41<br />
4. &#8220;Mr. Blue&#8221; (Clarke) - 3:24<br />
5. &#8220;Good Times&#8221; (Moyet) - 4:18<br />
6. &#8220;Walk Away from Love&#8221; (Clarke) - 3:18<br />
7. &#8220;Ode to Boy&#8221; (Moyet) - 3:35<br />
8. &#8220;Unmarked&#8221; (Clarke) - 3:34<br />
9. &#8220;Anyone&#8221; (Moyet) - 3:24<br />
10. &#8220;Happy People&#8221; (Clarke/Moyet) - 2:56<br />
11. &#8220;And On&#8221; (Moyet) - 3:12SIRE RECORDS<br />
1. &#8220;Nobody&#8217;s Diary&#8221; (Moyet) - 4:30<br />
2. &#8220;Softly Over&#8221; (Clarke) - 4:01<br />
3. &#8220;Sweet Thing&#8221; (Moyet) - 3:41<br />
4. &#8220;Mr. Blue&#8221; (Clarke) - 3:24<br />
5. &#8220;Good Times&#8221; (Moyet) - 4:18<br />
6. &#8220;Walk Away from Love&#8221; (Clarke) - 3:18<br />
7. &#8220;Ode to Boy&#8221; (Moyet) - 3:35<br />
8. &#8220;Unmarked&#8221; (Clarke) - 3:34<br />
9. &#8220;Anyone&#8221; (Moyet) - 3:24<br />
10. &#8220;State Farm&#8221; (Clarke/Moyet) - 3:35<br />
11. &#8220;And On&#8221; (Moyet) - 3:12</td>
<td valign="top"><a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/yazoo_you_and_me_both.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-290" style="float: left;" title="yazoo_you_and_me_both" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/yazoo_you_and_me_both-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>You and me Both e’ il secondo ed ultimo album del duo synthpop inglese realizzato nel 1983 .<br />
L’album riceve un riscontro positivo dalla critica dove fa notare un miglioramento nei testi e nella produzione in confronto al loro debutto. Si classifica al 1 posto in Inghilterra e 193 invece negli USA.<br />
Il duo annuncia lo scioglimento alla vigilia dell’uscita dell’album negli U.K.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>ONLY YAZOO Released 1999</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td width="50%" valign="top">1. &#8220;Only You&#8221; (3:12)<br />
2. &#8220;Ode To Boy&#8221; (3:38)<br />
3. &#8220;Nobody&#8217;s Diary&#8221; (4:31)<br />
4. &#8220;Midnight&#8221; (4:20)<br />
5. &#8220;Goodbye 70&#8217;s&#8221; (2:33)<br />
6. &#8220;Anyone&#8221; (3:25)<br />
7. &#8220;Don&#8217;t Go&#8221; (3:06)<br />
8. &#8220;Mr. Blue&#8221; (3:26)<br />
9. &#8220;Tuesday&#8221; (3:19)<br />
10. &#8220;Winter Kills&#8221; (4:03)<br />
11. &#8220;State Farm&#8221; (3:35)<br />
12. &#8220;Situation&#8221; (U.S. 12&#8243; Mix) (5:46)<br />
13. &#8220;Don&#8217;t Go&#8221; (Tee&#8217;s Freeze Mix) (6:12)<br />
14. &#8220;Situation&#8221; (Club 69 Future Phunk Mix) (8:48)<br />
15. &#8220;Only You&#8221; (1999 Version) (2:53)</td>
<td valign="top"><a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/yazoo_-_only_yazoo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-291" style="float: left;" title="yazoo_-_only_yazoo" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/yazoo_-_only_yazoo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nel 1999 esce la raccolta con il meglio degli YAZOO, nonostante la band si fosse sciolta oramai da 15 anni.<br />
Negli Stati Uniti poiche’ la band era conosciuta come YAZ il cd si chiamera’ THE BEST OF.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/yazoo_inyourroom.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-292" style="float: left;" title="yazoo_inyourroom" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/yazoo_inyourroom-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nel 2008 la MUTE RECORDS ha pubblicato una raccolta di 4 CD IN YOUR ROOM contente tutti i successi dei due albums incisii dal duo rimasterizzati. Alison Moyet e VINCE CLARKE si sono riuniti e si esibiranno in concerto in Inghilterra a partire da giugno 2008 dopo 25 anni.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.anni80.net/2008/06/14/yazoo/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Visage</title>
		<link>http://www.anni80.net/2008/06/09/visage/</link>
		<comments>http://www.anni80.net/2008/06/09/visage/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 12:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

		<category><![CDATA[1980]]></category>

		<category><![CDATA[1982]]></category>

		<category><![CDATA[1984]]></category>

		<category><![CDATA[visage]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.anni80.net/?p=282</guid>
		<description><![CDATA[I VISAGE e’ un gruppo Britannico formatosi originariamente nel 1978 durante la corrente NEW ROMANTIC.
FORMAZIONE ORGINALE: Steve Strange  - Midge Ure  - Billy Currie - John McGeoch - Rusty Egan - Dave Formula -Barry Adamson
Nel 1979 firmano un contratto con la RADAR RECORDS e incidono il loro primo singolo “TAR” nonostante non entra nelle classifiche, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/visage-foto.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-283" style="float: left;" title="visage-foto" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/visage-foto-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>I VISAGE e’ un gruppo Britannico formatosi originariamente nel 1978 durante la corrente NEW ROMANTIC.</p>
<p>FORMAZIONE ORGINALE: Steve Strange  - Midge Ure  - Billy Currie - John McGeoch - Rusty Egan - Dave Formula -Barry Adamson</p>
<p>Nel 1979 firmano un contratto con la RADAR RECORDS e incidono il loro primo singolo “TAR” nonostante non entra nelle classifiche, la band si assicura un contratto per l’anno seguente con la POLYGRAM.</p>
<p>Nel 1980 esce Il loro più grande successo  FADE THE GREY. Il singolo spopola nelle classifiche inserendosi nelle prime dieci sia in Inghilterra che in molti altri paesi.</p>
<p>La Band incide in tutto 3 album tra il 1980 e il 1984. Nel 1985 la band si scioglie.</p>
<p>(Ringraziamo per la recensione Desdemona)</p>
<p>VISAGE REALEASED 1980</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td width="50%" valign=top>Side A:<br />
1. &#8220;Visage&#8221; – 3:53<br />
2. &#8220;Blocks on Blocks&#8221; – 4:00<br />
3. &#8220;The Dancer&#8221; – 3:40<br />
4. &#8220;Tar&#8221; – 3:32<br />
5. &#8220;Fade to Grey&#8221; – 4:00<br />
Side B:<br />
1. &#8220;Malpaso Man&#8221; – 4:14<br />
2. &#8220;Mind Of A Toy&#8221; – 4:28<br />
3. &#8220;Moon Over Moscow&#8221; – 4:00<br />
4. &#8220;Visa-age&#8221; – 4:18<br />
5. &#8220;The Steps&#8221; – 3:14</td>
<td><a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/visage.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-284" style="float: left;" title="visage" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/visage.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a>VISAGE e’ il primo album del gruppo registrato al GENTIC SOUND STUDIO di Londra realizzato il 10 Novembre 1980 dalla POLYGRAM . L’album raggiunge il 13 posto nelle classifiche inglesi . Il singolo TAR non entra in Classifica mentre FADE TO GREY raggiunge l’8 posto in classifica, MIND OF TOY il 13° posto e VISAGE il 21°.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>THE ANVIL realeased 1982</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td width="50%" valign=top>Side A:<br />
1. &#8220;The Damned Don&#8217;t Cry&#8221; – 4:43<br />
2. &#8220;Anvil (Night Club School)&#8221; – 4:39<br />
3. &#8220;Move Up&#8221; – 4:25<br />
4. &#8220;Night Train&#8221; – 4:29<br />
Side B:<br />
5. &#8220;The Horseman&#8221; – 4:41<br />
6. &#8220;Look What They&#8217;ve Done&#8221; – 4:49<br />
7. &#8220;Again We Love&#8221; – 4:44<br />
8. &#8220;Wild Life&#8221; – 4:24<br />
9. &#8220;Whispers&#8221; – 5:39</td>
<td><a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/the_anvil.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-285" style="float: left;" title="the_anvil" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/the_anvil.jpg" alt="" width="200" height="201" /></a>E’ il secondo Album della BAND e raggiunge il 6° posto in classifica in Inghilterra . Midge Ure lascia la Band dopo la realizzazione dell’allbum.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>BEAT BOY realeased 1984</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td width="50%" valign=top>1. &#8220;Beat Boy&#8221; – 6:46<br />
2. &#8220;Casualty&#8221; – 5:28<br />
3. &#8220;Questions&#8221; – 6:11<br />
4. &#8220;Only the Good (Die Young)&#8221; – 5:58<br />
5. &#8220;Can You Hear Me&#8221; – 6:29<br />
6. &#8220;The Promise&#8221; – 3:59<br />
7. &#8220;Love Glove&#8221; – 4:45<br />
8. &#8220;Yesterday&#8217;s Shadow&#8221; – 6:29</td>
<td><a href="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/beatboy.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-286" style="float: left;" title="beatboy" src="http://www.anni80.net/wp-content/uploads/2008/06/beatboy-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>BEAT BOY e’ il terzo ed ultimo album della Band registrato tra il 1982 e 1983 al TRIDENT STUDIOS e uscito nel 1984 . Ci furono dei ritardi sull’uscita dell’Album causa problemi contrattuali che la Band ebbe con la casa discografica.BEAT BOY e’ l’unco album della Band che non esce su CD. Raggiunge il 79° posto nelle classifiche inglesi.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.anni80.net/2008/06/09/visage/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>I cartoni anni 80 in tv</title>
		<link>http://www.anni80.net/2008/06/06/i-cartoni-anni-80-in-tv/</link>
		<comments>http://www.anni80.net/2008/06/06/i-cartoni-anni-80-in-tv/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 12:39:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

		<category><![CDATA[cartoni animati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.anni80.net/?p=281</guid>
		<description><![CDATA[Nuove notizie in arrivo da www.cartoni80.it, relative al mese di giugno e all’inizio dell’estate.

Italia1, per venire incontro ai suoi piccoli spettatori che hanno terminato l’anno scolastico, posticipa i cartoni animati in onda la mattina, per cui dal 9 giugno l’appuntamento con “Anna dai capelli rossi” non è più alle 7.20, ma alle 8.20, quello con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-family: Verdana;">Nuove notizie in arrivo da <a href="http://www.cartoni80.it/" target="_blank">www.cartoni80.it</a>, relative al mese di giugno e all’inizio dell’estate.</span></div>
<div><span style="font-family: Verdana;"><br />
<strong>Italia1</strong>, per venire incontro ai suoi piccoli spettatori che hanno terminato l’anno scolastico, posticipa i cartoni animati in onda la mattina, per cui dal 9 giugno l’appuntamento con “Anna dai capelli rossi” non è più alle 7.20, ma alle 8.20, quello con “Belle e Sebastien” alle 8.45, mentre “Doraemon” viene anticipato alle 8.05. Inoltre inizia anche “Il Dr. Slump e Arale” dal lunedì al venerdì alle 9.35, probabilmente con la serie storica degli anni 80. Per “Anna dai capelli rossi”, tra l’altro, la prossima settimana sarà l’ultima di programmazione, in quanto venerdì 13 andrà in onda l’ultimo episodio. Dal lunedì successivo “Belle e Sebastien” verrà anticipato alle 8.20.</span></div>
<p><span style="font-family: Verdana;"><br />
Ancor prima che termini su Italia1, “Anna dai capelli rossi” ricomincerà da capo sulle frequenze digitali di Boing, dal 9 giugno tutti i  lunedì, mercoledì, venerdì e domenica alle 22.40. Un altro cartone cult che è possibile vedere su entrambi i canali Mediaset sono “I Puffi”, che vi aspettano puntuali su Boing già da qualche settimana dal lunedì al venerdì alle 20.20.</p>
<p><font face="Verdana">Articolo tratto da <a href="http://guide.dada.net/cartoni_animati/interventi/2008/06/331964.shtml">http://guide.dada.net/cartoni_animati/interventi/2008/06/331964.shtml</a></p>
<p></font></span> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.anni80.net/2008/06/06/i-cartoni-anni-80-in-tv/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Un video sugli anni 80</title>
		<link>http://www.anni80.net/2008/06/06/un-video-sugli-anni-80/</link>
		<comments>http://www.anni80.net/2008/06/06/un-video-sugli-anni-80/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 10:55:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[I nostri ricordi]]></category>

		<category><![CDATA[cartoni animati]]></category>

		<category><![CDATA[giocattoli]]></category>

		<category><![CDATA[multimedia]]></category>

		<category><![CDATA[telefilm]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.anni80.net/?p=278</guid>
		<description><![CDATA[Molto spesso mi arrivano ricordi da parte degli utenti e non sempre ho il tempo di pubblicarli tutti non appena arrivano. Vorrei, ma non ce la faccio. Nonostante questo mandateme pure altri che verranno sicuramente pubblicati; non immediatamente, ma di sicuro lo saranno.
Ad esempio il 1 giugno mi è arrivato un messaggio molto stringato che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto spesso mi arrivano ricordi da parte degli utenti e non sempre ho il tempo di pubblicarli tutti non appena arrivano. Vorrei, ma non ce la faccio. Nonostante questo mandateme pure altri che verranno sicuramente pubblicati; non immediatamente, ma di sicuro lo saranno.</p>
<p>Ad esempio il 1 giugno mi è arrivato un messaggio molto stringato che diceva &#8220;vi può interessare?&#8221; e il link ad un video. Incuriosito sono andato a vedere questo video e&#8230; certo che può interessare, è appunto lo spirito di questo sito. Ecco quindi anche per voi questo magnifico video sugli anni 80.</p>
<p> <object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/AB_fwgpQW1o&amp;hl=it" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/AB_fwgpQW1o&amp;hl=it"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.anni80.net/2008/06/06/un-video-sugli-anni-80/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
	</channel>
</rss>
