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	<title>Anni80.net &#187; bon jovi</title>
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	<description>Gli anni 80 sono tornati</description>
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		<title>Nostalgia patologica? No, il nostro è male comune a molti</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 13:41:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri ricordi]]></category>
		<category><![CDATA[bon jovi]]></category>
		<category><![CDATA[Cyndi Lauper]]></category>
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		<description><![CDATA[Riceviamo da Erika questo ricordo.
Quando navigando in rete ho trovato questo sito mi sono consolata. Le mie amiche ed io non siamo nostalgiche patologiche, il nostro è male comune a molti…
Perché noi ultra trentenni abbiamo cosi tanta nostalgia degli anni 80?
Non basta che qeull’epoca ci manca perché eravamo giovani (adesso mica siamo vecchi); io penso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo da Erika questo ricordo.</p>
<p>Quando navigando in rete ho trovato questo sito mi sono consolata. Le mie amiche ed io non siamo nostalgiche patologiche, il nostro è male comune a molti…<br />
Perché noi ultra trentenni abbiamo cosi tanta nostalgia degli anni 80?<br />
Non basta che qeull’epoca ci manca perché eravamo giovani (adesso mica siamo vecchi); io penso di avere nostalgia di un’epoca di grande leggerezza. Si arrivava da anni bui, quello era il primo vero benessere vissuto in Italia da secoli, oserei dire.<br />
E se ben ricordo c’era una voglia pazzesca di divertirsi…<br />
Sono nata nel 1974 e il primo disco che ho comprato in vita mia, manco a dirlo, era “Girls just wanna have fun” di Cindy Lauper.<br />
Sì, era il momento in cui si pensava che Cindy Lauper fosse una vera cantante e Madonna un fenomeno passeggero. Tempo un anno ed è parso chiaro chi fosse la vera Regina.<br />
Cosi tutte noi ci siamo comprate rossetti dal nome improbabile (tipo “Forever fucsia”), top di pizzo che la mamma ci costringeva a indossare con sotto la maglia della salute e i tipici braccialetti di caucciù, che i nostri padri definivano “guarnizioni da idraulico”.<br />
Ci si andava anche in spiaggia con quella roba e i polsi non si abbronzavano mai.<br />
Altri immancabili ammennicoli-feticci: le spalline sotto le maglie, le magliette, i bikini, insomma non si usciva senza spalline; la permanente, la frangetta sulla fronte alta alta, tenuta su con chili di lacca… c’era chi si portava la lacca anche dentro le discoteche.<br />
Già, le discoteche. A 15 anni noi ci andavamo di pomeriggio in tram, e il massimo della trasgressione erotica era limonare sui divanetti al buio. Non c’erano le cubiste, la selezioni all’ingresso, le liste dei PR, gli alcolici e le pasticche. Solo coca cola e musica degli U2, degli Skorpions, dei Bon Jovi… (si, lo ammetto, frequentavo le discoteche dove la musica era davvero tamarra!!).<br />
L’abbigliamento era uguale per tutte: jeans, body aderente con spalline e chili di trucco. A vedere oggi le foto di allora mi accorgo che avevamo tutte l’aspetto di prostitute appena picchiate dai magnaccia: ma in quegli occhi bistrati avevamo un candore che non trovo nelle adolescenti di oggi.<br />
Per vedere gli amici bastava stabilire che il ritrovo della compagnia era una certa panchina ai giardini pubblici; se cercavi qualcuno andavi li e prima o poi lo trovavi. Magari aspettavi un’ora o due, (non avevamo di certo il cellulare per tempestarci di “Dove sei? Quando arrivi?”), ma poi qualcuno che conoscevi prima o poi passava e il pomeriggio era risolto.<br />
Poi erano i primi anni di consumismo, ma poi fino ad un certo punto.<br />
Mi ricordo di aver pregato mia madre di comprarmi un certo paio di jeans, i Closed si chiamavano che erano, allora, roba da fighi. Due bande di jeans più scuro a lato della gamba e una sottile scritta bianca, per la cifra spropositata di 80.000 lire.<br />
Mia madre è sbiancata e mi ha fatto giurare che li avrei “sfruttati” davvero.<br />
Ma non era un problema: le mode nascevano veloci ma duravano a lungo.<br />
I jeans, anche se li strapagavi potevi portarli per alcuni anni senza smettere di essere “figo”. Oggi con 40 euro ti compri un paio di jeans da Zara, sei nessuno con quelli addosso e dopo sei mesi, un anno al massimo, sono passati di moda e se te li metti sei uno sfigato. Quindi li butti e ne compri un altro paio.<br />
I Closet, giuro, li ho sfruttati davvero: dopo anni li ho tagliati, sfrangiati in fondo e usati come bermuda per ancora un paio di stagioni.<br />
Fatelo con un jeans di oggi e vi restano in mano i pezzi.<br />
Quando mi sento dire che gli 80’s erano trash posso essere d’accordo, si, magari da un punto di vista estetico e mediatico, ma allora c’era un qualcosa che oggi non c’è più.<br />
C’era la fiducia in una sorta di benessere che pareva essere duraturo ed esponenziale. Eravamo un po’ ricchi ma lo saremmo stati sempre di più.<br />
Io ricordo che mi permettevo di sognare che avrei avuto un lavoro meraviglioso, avrei guadagnato un sacco di soldi che avrei speso e speso e speso.<br />
Chiedete ad un ventenne di oggi come vede il suo futuro, economico e professionale…<br />
D’altro canto era normale per noi ragazzi fare certi pensieri, erano i tempi in cui i nostri padri, magari operai Fiat, mantenevano un’intera famiglia, moglie a casa e uno o due figli all’università.<br />
Oggi due impiegati faticano ad arrivare a fine mese e ci pensano mille volte prima di fare un figlio.<br />
Insomma, non era di certo solo la televisione piena di telefilm e serie americane e di drive in e di cartoni animati giapponesi a darci fiducia nel futuro e leggerezza del presente: era il clima che si respirava in questo paese.<br />
Un clima pre-globalizzato, pre-terrorismo islamico (ma post terrorismo rosso) pre- minaccia cinese… al massimo iniziavamo a guardare il cielo chiedendoci che cos’era l’ozono.<br />
Un giorno è addirittura crollato il muro di Berlino e tutto, ma proprio tutto, sembrava davvero possibile.<br />
Se penso ai miei nipoti, oggi, che crescono con ben altre immagini in tv: le torri gemelle in frantumi, le bombe in metropolitana&#8230;<br />
Forse loro fra 15 anni avranno ancora quello in testa, mentre io ho avuto “Forever Fucsia”, “Like a Virgin” e i Pink floyd che suonavano a cavallo di un muro che poi è andato giù…</p>
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